domenica 25 febbraio 2018

UN FUMETTO AL GIORNO LEVA IL MEDICO DI TORNO: SU QUESTA PIETRA

CHI NON MUORE... SURGELA!
Buonsalve a tutti cari amici e care amiche, oggi è nuovamente con voi il vostro carissimo Lettore Folle! No, non sono morto, men che meno sepolto, anche se con sto' freddo allucinante non mi meraviglierei se vedessi dei pinguini pascolare tranquillamente in cortile, come se nulla fosse... ed a proposito di non morti, quest'oggi parlerò con voi dell'ultimo ed annunciatissimo numero di una saga di cui già vi ho accennato qualche settimana fa, se vi siete persi quell'articolo potete recuperarlo qui.
Ammetto di esser stato tuttavia indeciso su che cosa andare a scrivervi, poiché se la settimana scorsa avevo poco o nulla di cui scrivervi, questa settimana mi son trovato per le mani un discreto numero di graphic novel, tra cui un numero lancio di una nuova serie di manga, tuttavia ho deciso di chiudere un cerchio che sicuramente male non fa, specialmente in un periodo storico in cui i cerchi lasciati aperti fanno tendenza e le serie limiteless con il fandom esagerato la fanno da padrone a prescindere dalla qualità, che volete, il fascino del gatto morto è contagioso, ahimé!
Ma ora basta chiacchiere, non sono mica lo zio Marty! Andiamo a cominciare!


SU QUESTA PIETRA

CAPUT MUNDI - I MOSTRI DI ROMA #6 di 6 (Giovanni Masi, Dario Sicchio, Elisa di Virgilio)
Ah Caput Mundi, Caput Mundi, anche se giunto all'ultimo capitolo della tua serie non hai perso per nulla il tuo smalto, me cojoni! Eppure non ti sei fatta mancare nulla in questa avventura semestrale da 144 pagine a volume, ognuna delle quali spese benissimo, trovando persino lo spazio, tra muscoli, tette e budella, per la sviolinata finale coi ringraziamenti a staff - cui va veramente tanto di cappello - ed ai lettori che, a giudicare da quanto scritto, hanno accolto in modo entusiastico una serie così che merita di esser accolta a braccia aperte (anche a costo di ritrovarsi pestati dalle nocche di Nero).
Uscito puntualissimo lo scorso 15 Febbraio - e fidatevi che il vostro carissimo è corso in edicola ad arraffarsene una copia - Su questa pietra chiude la miniserie di Editoriale Cosmo, mantenendo per due terzi la triade di testa, mettendo il pennello tra le mani di Elisa di Virgilio che rappresenta come da manuale la storia scritta e sceneggiata da Masi e Sicchio, mentre il buon Recchioni, che fece partire la giostra Urban Fantasy/Horror ambientata all'ombra del Colosseo, risulta ancora una volta assente ingiustificato, tuttavia il team non ha nulla da invidiare, un po' come gli Scorpions senza Schenker, anche se...
La trama narrata dai tre moschettieri in quest'ultimo capitolo di Caput Mundi si snoda in tre momenti ben distinti, partendo in maniera tutto sommato statica, per poi lanciarsi gradatamente verso il combattimento finale che neanche gli Avengers e che la fa indubbiamente da padrone, nonostante un immancabile spiegone, visto che, come avevamo precedentemente annunciato, mancava ancora un personaggio di cui approfondire il background, quindi cala in bellezza il sipario con un più che tradizionale epilogo, di cui parleremo in conclusione.



LA TRAMA

Dopo aver messo spalle a terra Pietro nel bel mezzo dell'alba, il quartetto viene catturato ed imprigionato in perfetto stile d'Inferno dantesco, col quale la Mummia dona a ciascuno dei quattro una perfetta punizione... o almeno così crede, visto che grazie ad uno stratagemma un po' da B Movie, Eva riesce a liberarsi, correndo a liberare dalla loro prigione prima Pietro, poi Nero, che, persa la ragione, si riprende dopo un appassionato bacio della neo-moglie di frankenstein. I tre si dirigono quindi a liberare l'uomo invisibile, imprigionato in un cubo di vetro antiproiettile elettrificato, sotto riflettori e sorvegliato a vista da un nutrito manipolo di soldati potenziati. Tornati insieme, i quattro si dividono e, mentre Nero e Pietro vanno ad affrontare il Tedesco e Bimbo (potenziato dalla Mummia per l'ultimo scontro, mentre quest'ultima si prepara a scendere in battaglia), Eva e l'uomo invisibile vanno a recuperare l'hard disk, nel quale è nascosto il segreto per uccidere sua Eminenza.
Ha così luogo un tremendo scontro nei giardini vaticani e, messo il Tedesco alle strette e ucciso Bimbo, Pietro e Nero vedono scendere in campo la testa del serpente, al culmine del suo potere, nel frattempo Eva e l'uomo invisibile recuperano l'hard disk e liberato la Coscienza (che era a guardia del medesimo) e convinto quest'ultimo a intervenire nello scontro; i due restano e si mettono a guardare il contenuto del supporto in un pc del posto, scoprono la vera identità del loro nemico (ma io non ve la dico perché sono anche più cattivo eheh) e come ucciderla.
Eva e l'uomo invisibile raggiungono quindi gli altri e li portano alla fuga per recuperare gli organi estratti alla Mummia durante la mummificazione, tra cui vi è anche il cuore, ancora palpitante dopo millenni (riferimento al cuore di Davy Jones? chissà!). Il gruppo trova l'urna e dopo essersela passata a vicenda, per evitare che la mummia ne torni in possesso e nel farlo, ad Eva viene versato addosso dell'oro fuso (riferimento a G.o.T.?), ne stritolano il contenuto una volta per tutte, causando perfino il crollo di San Pietro.
L'uomo invisibile, Nero ed Eva si ritrovano tempo dopo, poiché questi ultimi per scappare all'estero gli hanno chiesto dei passaporti falsi, ma si accorgono subito di esser stati ingannati dal ladro, così lo ammanettano ad un palo, dopo aver già tempestivamente avvisato le forze dell'ordine.

PERSONAGGI
Com'era più che prevedibile nel corso del volume viene finalmente svelata l'identità dell'onnipresente, onnisciente, ma non onnipotente Mummia, quale essere millenario venuto perfino a strettissimo contatto. A svelarne il segreto è per altro un ultimo personaggio chiave, ossia l'Archivista (che ricorda giusto un pochino l'architetto di Matrix), una sorta di versione alla Caput Mundi di Newt Scamandro cui passatempo è stato quello di rintracciare e catalogare i segreti dei mostri di Roma, venendo a conoscenza, per l'appunto anche della vera identità del perfido mostro bendato, pagando con la vita, non prima tuttavia di aver creato un video, salvato nel medesimo hard disk, in cui svela ogni cosa (anche se c'è da chiedersi come mai il video sia ancora presente all'interno dell'hard disk? Poteva benissimo essere cancellato come un qualsiasi altro file, c'è da chiedersi se sia solo un buco di sceneggiatura o semplice ego mastodontico della Mummia!).

Incalzante, veloce ed avvincente, nonostante tutto. Su questa pietra chiude nel migliore dei modi possibili la prima miniserie targata Editoriale Cosmo lasciando tuttavia qualche interrogativo, come per esempio sarà riuscito Pietro a raggiungere il Tedesco e seccarlo una volta per tutte? Per quel che mi riguarda, credo proprio che nel pentolone sia rimasto ancora qualcosa a bollire a fuoco lento, chissà che prossimamente non ne vedremo delle belle?!
E voi, cosa ne pensate? Avete recuperato gli altri? Vi è piaciuto o no lo showdown finale? Lasciate un commento e, se vi va, condividete!
Noi ci vediamo a Domenica prossima con un nuovo post, per il momento passo e chiudo!


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domenica 11 febbraio 2018

UN FUMETTO AL GIORNO LEVA IL MEDICO DI TORNO: NON UMANO

BASTA SOGNARE!
Cari amici e care amiche, un'altra settimana è trascorsa ed ancora una volta rieccoci all'appuntamento settimanale col vostro amatissimo lettore folle. Spero abbiate passato una buona settimana, possibilmente sotto un comodo ombrello a proteggervi, più che dalla pioggia a catinelle, da quella mediatica - più che pioggia di informazioni sarebbe più corretto parlare di bombardamento, ma tant'è - seguita ai fatti accaduti a Macerata una decina di giorni fa e che sembra non essere ancora cessata, guarda caso a un tiro di schioppo dalle votazioni. Sarà un caso?
In tutto questo ambaradan, il Vostro carissimo ha avuto per le mani, proprio questa settimana, un volumetto sulla medesima scia di ciò che sta accadendo nel Bel Paese (sempre se non si prende in considerazione il fatto che l'Italia è uscita dalla top20 dei paesi più vivibili).
Il clima è già caldissimo così e di carne al fuoco ce n'è più che in abbondanza quindi, se non siete già scappati dopo il titolo dell'intestazione, direi che è ora di andare a cominciare!


NON UMANO

DYLAN DOG #377 (Marzano/Camagni)
Ah Dylan, Dylan, credo non ci sia nemmeno bisogno di presentarti ai carissimi lettori, dopo ben oltre 30 anni di onorata carriera nelle edicole cose, storie ed acqua sotto i ponti ne è veramente passata un sacco.
Sempre in settimana - ieri, per la precisione - ho avuto tra le mani - ho letteralmente fagocitato la ristampa a colori nell'edizione Il Dylan Dog di Tiziano Sclavi de Le Notti della Luna Piena, numero tre della serie regolare che un dylaniato tardivo come me altrimenti difficilmente avrebbe potuto aver l'occasione di aver tra le mani, a meno di non essere disposto a sborsare una cifra tutt'altro che misera o di accontentarsi della Grande Ristampa; quest'ultima versione è pur sempre una ristampa, ma devo dire che la colorazione ad opera di GFB Comics e Luca Bertelé si presta benissimo a fare da contrasto un po' alla Scooby Doo di Hannah e Barbera, dando un tocco cartunesco che fa perfettamente da contrasto con una storia velocissima e spesso ironica... tranne per il trittico della morte di Helga, che da solo vale l'acquisto del cartonato e sarebbe da far ingigantire!!
Ciò detto, ad anni luce di distanza, Non Umano è diametralmente opposto su tutti i fronti rispetto al sopracitato volume e non solo. Per coloro che non seguissero la serie regolare di Dylan Dog, nell'ultimo semestre la serie ha conosciuto un'iperbole costante volta più al impressionismo che lasciava ampio spazio ai disegnatori, raggiungendo il suo apice con La fine dell'oscurità (#374 e, personalmente il mio preferito del 2017). Con Non Umano abbiamo un bruschissimo ritorno alla realtà. Dopo essere stati a lungo con la testa tra le nuvole (o baloons? anche se negli ultimi sei mesi son stati decisamente risicati), il nuovissimo volume ci riporta violentemente a terra con una storia attualissima.

LA TRAMA

Una serie di omicidi a sfondo razziale finiscono per coinvolgere, suo malgrado, il nostro indagatore dell'incubo, quando, la sua ragazza, l'agente Tracy, riesce miracolosamente a scampare alla morte, dopo che, uscita di pattuglia assieme al collega di colore Frank, intercettano il misterioso killer che si avventa su Frank, lasciando andare Tracy. Ricoverata in ospedale dopo l'aggressione, Dylan fa conoscenza con suo padre, apparentemente un simpatico ed arzillo uomo di terza età.
Ella Rosenthal, vecchia conoscenza di Dylan, metterà quindi Dog sulle tracce del misterioso Baron Blut, una sorta di vampiro creato in laboratorio dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Sfortunatamente pagherà salatissima la soffiata.
Dylan, dopo i funerali di Ella, viene misteriosamente lasciato da Tracy. In un impeto di rabbia, Dog va al suo appartamento per parlarle senza tuttavia trovarla, in compenso scopre dalla vicina pettegola di Tracy che i genitori della ragazza sono morti da una decina d'anni. Dylan confiderà la storia dettagli da Ella a Rania e Tyron, assieme ai suoi dubbi riguardanti il presunto padre dell'ormai ex-agente, dubbi che vengono confermati in seguito a un controllo sui suoi genitori. In seguito a una perquisizione in casa dell'uomo viene diramato l'ordine di cattura, così Tracy ed il sedicente padre vengono arrestati.
In seguito a un interrogatorio in cui nessuno dei due nega il proprio coinvolgimento nei fatti, Tyron riceve l'ordine di trasferimento dei sospetti arrivato "da chissà dove" e dal cellulare il Baron Blut svela il suo vero aspetto per tentare la fuga, tuttavia dopo un cruento scontro con la polizia e Dylan, in supporto a Rania e co., resta ucciso assieme a Tracy; in una serie di passaggi di vignette velocissime da Overkill (noto brano dei Motorhead), come giustamente suggerisce Recchioni nell'intro.

PERSONAGGI
Come avete avuto modo di leggere dal paragrafo precedente, Non Umano racconta una storia decisamente dei giorni nostri e talmente tanto attuale da essere marcata in due modi: un aumento spasmodico di baloons molti dei quali gridati, vuoi dai notiziari televisivi vuoi dalla folla incazzata a bestia per i delitti che coinvolgono una o l'altra etnia o religione - cosa che sembra, oltre che attuale, a dir poco profetica, dopo i fatti di Macerata - rendendo la popolazione stessa come personaggio attivo della vicenda, elevandolo dal livello di mera comparsa; in secondo luogo in tutto Non Umano non c'è una singola vignetta con Groucho, venendo citato giusto di sfuggita a pagina 56 e poi più nulla, quasi che il duo Marzano/Camagni vogliano dirci "questa è la realtà e non c'è nulla da ridere".
Dulcis in fundo abbiamo l'apparizione del soprintendente, citato mille volte da Bloch, che, oltre a far vedere il suo brutto muso in cerca di un colpevole "che dev'essere quello giusto", lo ritroviamo nella vignetta finale che sicuramente piacerà a tutti i complottisti dylaniati, al funerale nazi di Frank Schroeder, sedicente padre di Tracy nonché nazi-vampire.

Un brusco ritorno alla realtà, come dicevamo. Una realtà dura, in cui tutti siamo protagonisti e tutti sulla stessa giostra chiamata comunità, nella quale si sorride col contagocce e talmente amara da negarceli spesso perfino in sogno.
Per quel che mi riguarda, Non umano non è certamente epico come i volumi menzionati poco sopra, tuttavia, come molti altri della serie, fa riflettere, riflettendo la quotidianità per quella che è.
E voi, cosa ne pensate? Vi è piaciuto o no, nonostante l'assenza di Groucho? Lasciate un commento e, se vi va, condividete!
Noi ci vediamo a Domenica prossima con un nuovo post, fino ad allora incubi d'oro!

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domenica 4 febbraio 2018

UN FUMETTO AL GIORNO LEVA IL MEDICO DI TORNO: MAGHI E COMPUTER / IL VIRUS

PER FORTUNA ESISTE EBAY...

Settimana a dir poco de-li-ran-te, ma, nonostante tutto, rieccoci qui per un nuovo appuntamento con la rubrica su baloons, vignette e tavole che, a quanto sembra dalle views, per ora preferite! Come da titolo del paragrafo, per fortuna che esiste Ebay grazie al celebre sito di aste online è, infatti, possibile reperire, alle volte veramente con pochissimo - grazie probabilmente a traslocatori e svuotatori di cantine -, qualsiasi cosa di cui si è in cerca, sia essa una parrucca, supporti di memoria esterni per pc, penne o, come nel caso del volumetto di cui scriverà quest'oggi il vostro carissimo Lettore Folle, un fumetto giunto da tempo, ahimè, a conclusione.


Maghi e Computer / Il Virus

ZONA X #4 (Castelli/Siniscalchi; Chiaverotti/Caracuzzo)
Veramente un peccato che si sia staccata la spina ad un'opera partita così tanto in quarta come la serie Zona X. Decollata a maggio '92 come spin off del celebre onniscente zio Marty, Zona X sembrava più la versione a fumetti del fu Ai Confini della Realtà (Twilight Zone) dell'ancor più celebre Rod Serling - che credo non abbia bisogno di presentazioni, se no se siete appassionati di fantascienza e non sapete chi è, vergogna! Nel caso cliccate qui e colmate la lacuna! -, col buon Mystere che introduceva l'episodio di turno al posto di Rod nella sopracitata serie TV.
Il numero quattro della serie viene dato alla luce ad Aprile '93 e si compone, come da serie, di due storie: la prima, Maghi e Computer, scritta dal buon Castelli ed illustrata dal dylaniato Luigi Siniscalchi, mentre la seconda, Il Virus, stesa dall'iperattivo dylaniato Chiaverotti ed illustrata da Giancarlo Caracuzzo.

MAGHI E COMPUTER
Il primo dei due racconti è in realtà un tris di storie narrate dal buon Martin ad un tizio dai capelli scuri non meglio identificato, per scegliere la trama ideale del suo prossimo romanzo di fantascienza. Nell'antipasto-prologo troviamo due delle tre vicende. Nella prima un'improbabile genio cresciuto in periferia con la fissazione del possedere tutto ciò che c'è esposto nell'emporio della città vicino, ma mancandogli i soldi necessari, decide di aspettare l'età adulta, inventare delle celle ibernanti, quindi congelare se stesso e i genitori per tornare in un secondo momento al negozio, miracolosamente ancora in attività e con ancora esposto un cartello fin dalla gioventù del protagonista, su cui campeggia la scritta a caratteri cubitali: SI FA CREDITO SOLO AI NOVANTENNI ACCOMPAGNATI DAI GENITORI. Divertente, veloce e non-sense q.b. BAM.
Sulla falsa riga troviamo la seconda delle tre vicende, Martin stavolta propone al bruno ospite di un viaggio ai confini dell'universo, ad opera di terrestri a bordo di un'astronave con motori in grado di andare più veloci della luce ed il cui computer di bordo si chiama Jerry e parla con la voce di Jerry Lewis. Viaggio degno, per l'appunto, del Viaggio del Veliero di Lewis ma più divertente, grazie ad un twist-ending veramente stuzzicante.
Dulcis in fundo la terza vicenda, che da il titolo al primo dei due episodi, narra di una sorta di realtà parallela in cui vi è stata una diffusione abnorme e fanatica dei più svariati culti religiosi ed in cui il danaro è stato sostituito da una valuta temporale. Martin, in questa realtà alternativa, fatica incredibilmente a condurre il suo programma sui misteri, andando costantemente a scontrarsi con uno o l'altro idealismo, rischiando di restare senza crediti di tempo; in ragione di ciò Martin finirà nel mirino della polizia quale maggior sospetto di una serie di delitti ai danni dei vescovi dei vari ordini religiosi locali.


IL VIRUS
Il secondo episodio è, se vogliamo, ancor più semplice ed efficace omaggio a quelle opere (letterarie - tra le altre nel prologo viene citata da zio Marty Erehwon di Samuel Butler, il cui titolo inverte le lettere WH, svelando un gioco di parole - e aggiungerei cinematografiche) che cavalca il tema del misterioso virus diffuso per sbaglio da un laboratorio di produzione di armi batteriologiche i cui infetti vengono trattati come reietti a causa di danni alla pelle dovuti alla malattia. Il fenomeno viene quindi strumentalizzato da un candidato alle prossime elezioni presidenziali, ma Martin, perso il controllo - ed infettato egli stesso - dopo la morte della sua amata Diana, scopre gli altarini e dopo aver fatto irruzione nello studio televisivo dove il candidato sta venendo intervistato durante il notiziario, obbliga quest'ultimo a confessare in diretta e scatenando la rivolta del popolo.

Per quel che mi riguarda, il quarto numero di Zona X dimostrava di aver senz'ombra di dubbio un'ottima formula, dilettevole e profondo a sufficienza per non essere né troppo frivola né eccessivamente pesante. Da Luglio 2014 la serie è tornata in edicola con ristampe dal titolo Bentornato in Zona X, in sostituzione a Maxi Martin Mystere, riproponendo, nel primo numero - guarda caso - Maghi e Computer. Senza dubbio un'ottima scelta!
E voi, cosa ne dite? Vi è piaciuto Zona X? Lasciate un commento e, se vi va, condividete! Noi ci vediamo a Domenica prossima con un nuovo post. A presto!

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domenica 28 gennaio 2018

DOMENICA IN GIALLO: LA FIGLIA SBAGLIATA

FINALMENTE UN PO' DI RELAX
Esatto, esatto, esatto! Finalmente un po' di relax, una settimana tranquilla che mi ha dato modo di portare a termine la lettura del volume di cui vi andrò a parlare quest'oggi; nonostante tutto, nel dietro le quinte del mio blog principale (vi ricordo che se siete curiosi potete sempre passare a farci un salto, vi basta cliccare qui!) son successe altre cose buone che andranno, ma questa è un'altra storia! L'autore del libro di cui andrò a parlarvi questa Domenica è uno dei più seguiti da una persona a me molto molto cara, di cui ammetto di aver già diversi opere sui miei scaffali (per lo più acquistati in un comodissimo superconvenientissimo lotto di qualcuno che probabilmente aveva bisogno di far spazio tra i suoi scaffali o si trovava in fase di trasloco) ma, tra una lettura e l'altra li ho sempre lasciati in lista d'attesa, finché non mi son deciso e ho pensato "Fanculo, iniziamo a leggerli, basta farli aspettare! Sì ma quale prendo per primo?", così ho cominciato a guardare nel mio inventario quale fosse il perfetto candidato ed ho scelto quello dal titolo che mi convinceva di meno, "Se passa il test del titolo poco altisonante ma degno nei contenuti allora siamo a cavallo."
Com'è andata, dite? Beh, leggete e lo scoprirete!


La figlia sbagliata (Deaver, Jeffery)

Due parole sull'autore

Prima di iniziare a scrivere riguardo al romanzo, è cosa buona e giusta partire dall'autore dello stesso, quindi Jeffery Deaver. Jeffery Deaver è un ex-cantante folk, ex-giornalista ed ex avvocato  dell'Illinois, nato in una cittadina vicina a Chicago nel 1950. Nel 1988 debutta con Manhattan Is My Beat, noto in Italia come Nero a Manhattan, primo capitolo della trilogia di Rune, seguito due anni più tardi da Requiem per una pornostar, nello stesso periodo lo scribacchino tuttofare lascia la carriera legale, per dedicarsi anima e corpo alla scrittura, arrivando a vendere milioni e milioni di copie in tutto il mondo.
La figlia sbagliata e Il filo che brucia sono arrivati nel Bel Paese solamente nel 2010 grazie a Rizzoli, tuttavia Speaking in Tongues, titolo originale del romanzo in esame, vide la luce già nel 2000 - assieme a The Empty Chair (La Sedia Vuota) -  e proprio in Speaking in Tongues sembra far capolino l'Io legale/musicista dello scrittore - a quanto pare non del tutto soppresso-, che finisce per vestire i panni di uno dei tre personaggi portanti di una storia dalla simmetria tutto sommato particolare ed un tantino sbilanciata in favore dell'antagonista principale, nonostante il lieto fine, che a mio dire va rovinando la vicenda.


La trama

Megan Collier, figlia problematica del superavvocato col dono dell'oratoria Tate Collier e dell'ex dark Bett McCall, viene rapita da Aaron Matthews che, impersonando il suo psicoterapeuta, dopo averle fatto tirar fuori tutta la sua rabbia verso i propri svogliatissimi genitori, la addormenta e la conduce ad un vecchio manicomio simulando una fuga da parte della ragazza come copertura, per poi ucciderla in un secondo tempo con più calma, vendicandosi così nei confronti di Tate Collier che fece condannare al carcere a vita suo figlio, Peter Matthews, successivamente torturato e ucciso brutalmente in carcere.


I personaggi

PERSONAGGI PRINCIPALI
Come ho detto poco fa i personaggi portanti della storia sono tre, ma sarebbe stato più corretto dire 3 attivi ed uno, per quanto morto, passivamente presente: infatti se da un lato abbiamo la protagonista-cardine Megan che spinge Tate (insieme a Bett) ad indagare sulla sua scomparsa, non credendo alla storia della fuga da casa, Aaron Matthews è da sempre ossessionato dal figlio Peter, anch'esso problematico - seppur in modo diverso rispetto a Megan -, ed appresa la sua morte, in preda al dolore, inizia a covare vendetta nei confronti dell'avvocato, spendendo mesi a pedinare lui, la figlia e l'ex moglie.

PERSONAGGI SECONDARI
Per quanto madre della figlia inadeguata, l'ex dark nevrotica Bett McCall è senza dubbio un personaggio di secondo piano, nonostante smuova Tate a indagare attivamente non credendo dal principio alla storia della fuga da casa, Bett non ne è veramente interessata, tant'è che cade sotto l'influsso di Aaron, il quale fa venire a galla il suo disinteresse, come se non bastasse nell'episodio Aaron finisce per avvinghiarsi alla donna e proprio sul più bello Brad, compagno di Baltimora della donna, irrompe nella stanza per poi scapparsene indignato - indubbiamente il personaggio più inutile della storia, praticamente per nulla caratterizzato e utile solo per questo cliché. Dopo aver seguito a lungo la sorella gemella malata Susan, Bett finisce per avere una storia clandestina con suo marito Harris, vero padre naturale della ragazza.

Tra i personaggi secondari della vicenda figurano inoltre Konnie, commissario di polizia ex-alcoolista divorziato amico di Tate che apre il caso di rapimento a seguito delle indagini di Bett e Tate, il professore pedofilo Eckard, testimone oculare del pedinamento di Aaron ai danni di Megan, il dottor Hanson, vero terapeuta dell'adolescente, ed infine Amy Walker, figlia di una madre ingenua ed iperprotettiva ed amica di Megan, dalla quale era rimasto uno zaino contenente un diario su cui probabilmente erano riportati dati relativi al misterioso pedinatore che la perseguitava da settimane. Ciascuno dei potenziali testimoni o aiutanti viene, volta per volta messo nel sacco dal dono dell'oratoria manipolatorio dello psichiatra sociopatico ed Amy, alla fine, viene perfino uccisa per far incolpare Tate della sua morte, il quale viene arrestato e successivamente tirato fuori dai guai da Bett, di ritorno sui suoi passi dopo esser corsa dietro a Brad.

VERAMENTE UN ABILE INTRECCIO. Mentre Megan dovrà fare i conti con i suoi fantasmi del passato, il suo alterego Megan la Svitata (abbreviata M.S.) ed il rapimento, il "padre" Tate si metterà alla sua ricerca sempre con maggior impegno, il contatto con la sua ex moglie lo spingerà a riconsiderare le scelte fatte nel suo passato, specialmente per quanto riguarda il suo matrimonio con Bett, infine abbiamo un antagonista padrone della situazione, nonostante diversi imprevisti, almeno finché Megan non gli ficca un pugnale di vetro nel fianco, facendo vacillare le sue certezze, cosa che permette a Tate di trovare un varco nei suoi discorsi usando il suo dono della retorica a proprio vantaggio, confondendo Aaron e permettendo a Megan di aggirarlo e dargli il colpo di grazia. 
Decisamente un romanzo dal ritmo incalzante e ricco di colpi di scena, e, per quel che mi riguarda, una scelta fortunata con cui cominciare a leggere le opere di Deaver. E a voi, è piaciuto? Lasciate un commento qui sotto e, se vi va, condividete!
Noi ci rivediamo Domenica prossima con un nuovo post, fino ad allora buona lettura a tutti dal vostro Lettore Folle!!


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domenica 21 gennaio 2018

UN FUMETTO AL GIORNO LEVA IL MEDICO DI TORNO: CAPUT MUNDI - I MOSTRI DI ROMA

L'AVVENTURA CONTINUA
Oh ben ritrovate e ben ritrovati, care amiche e cari amici del vostro lettore folle. Come va? Passato una buona settimana? Io circa sì, nuove collaborazioni sul blog principale daranno nuova linfa alla mia produttività, anche se devo dire che, tra un impegno e l'altro, quella appena trascorsa lo è stata indubbiamente meno del dovuto ed a distrarre il vostro carissimo dalla scrittura di news e simili è stato proprio il 5° capitolo della miniserie di 6 volumi di cui andrò a parlare oggi. Perché parlarne ora che siamo a un passo dalla fine e non a ciclo concluso? Molto semplice: perché così se non la conoscete avete tempo di andarvi a cercare i numeri precedenti in vista del final showdown e, se invece non vi è nuova, potete sempre dirmi che ne pensate nei commenti!
Devo dire che questa serie m'ha preso così tanto da portarmi persino a fare il broncio - quasi, sigh! - quando dal mio edicolante di fiducia il 4° volume non era arrivato puntuale in edicola rispettando la data di uscita riportata sul 3°. Ho dovuto aspettare ben 7 giorni extra che per molti possono sembrare un'inezia - dopotutto avrei potuto prenderlo online se proprio non vedevo l'ora -, ma per chi capisce i rapporti col proprio edicolante di fiducia, l'attesa del nuovo numero di una serie che si segue assiduamente può diventare un'agonia quando eccessivamente protratta, cosa che al vostro carissimo capita ben di rado.
Ma ora bando alle ciance, si comincia!



Caput Mundi - La città dei Mostri. Ammetto che questo paragrafo avrei preferito intitolarlo Caput Mundi: Evviva i Mostri, visto i contenuti di questa miniserie, ma penso che  l'originale sia già sufficientemente pomposo.
Nata da un'idea di Roberto Recchioni, meglio noto come attuale curatore della serie regolare ben più famoso Indagatore dell'incubo, Caput Mundi è una miniserie urban fantasy che ha debuttato lo scorso 21 Settembre 2017 su Editoriale Cosmo con un numero bomba (a mano?) di cui il buon R.R. figura tra nel comparto tecnico dello staff al soggetto ed alla revisione testi del volumetto e che ha accompagnato la serie fino al numero 3 della saga pubblicato due mesi più tardi, L'Uomo Che Non C'era, lasciando la mano dei due successivi Il Lago che Combatte e Prima dell'Alba (volume che il vostro carissimo ha letteralmente divorato) cui soggetto è stato affidato al comunque più che capace Dario Sicchio, accompagnato, rispettivamente, da Roberto Cirincione e Giovanni Masi.
In un perfetto equilibrio di testi e riquadri muti (che abbondano dal secondo volume fino al quarto) comunque estremamente espressivi, Caput Mundi racconta di una Roma la cui criminalità è composta per lo più da mostri che si mimetizzano tra agli umani, il più terribile dei quali intento a manovrare le fila della vicenda ha la più perfetta, insospettabile e innocente copertura possibile, in grado di permettergli di manovrare a piacimento persino le forze dell'ordine, ignare di servire il volere di un vero e proprio burattinaio.


PERSONAGGI PRINCIPALI

L'altra volta ho preferito distinguere tra buoni e cattivi, a 'sto giro, visto che sono praticamente tutti cattivi ma gradi differenti, ho deciso di distinguerli in modo un tantino differente...

I LUPI MANNARI
Nero, l'Inglese e Bimbo, rispettivamente il "buono" capobranco, l'amico bonario e il giovane da svezzare che, verso la fine del primo volume per salvare il culo a Nero finisce per allearsi con la Mummia, da cui poi si farà corrompere, facendo un brusco level up e passando da criminale di quartiere a vero e proprio sicario/scagnozzo, nel quarto volume tornerà alla carica, supportato da umani al servizio della Mummia, per recuperare una cosa a quest'ultimo molto cara. Nero, dal canto suo, sciolto il suo branco, finirà latitante...

LA MOGLIE DI FRANKENSTEIN
 finché non verrà scovato da una neo-moglie di Frankenstein bella di fuori e brutta di dentro alla dr. Jekyll e Mr. Hyde di nome Eva in cerca di vendetta nei confronti dei responsabili di un incendio doloso che le è costato incredibili sofferenze e sulla cui sorte un medico ha "giocato col suo corpo" donandole sì un nuovo e bellissimo aspetto, ma anche una forza ed un'agilità sovrumane, oltre ad una certa resistenza al dolore, in grado di competere con quelle dei mostri Nostri. Nonostante voglia il sangue di Nero in quanto responsabile materiale dell'incendio, tra gli altri, finisce per unire le forze con quest'ultimo per fare il culo al mandante, poiché nemico comune, rinviando il regolamento dei conti a data da destinarsi.

I VAMPIRI
Seguace #1 al servizio della Mummia è il vampiro Pietro Battaglia - già protagonista di un'altra collana edita sempre da Cosmo - che visto il proprio atteggiamento da alpha monster, si dimostra tutt'altro che felice di servire la mummia, tant'è vero che finirà per tradirlo, commissionando il furto di un hard disk contenente informazioni riservate della mummia ad un celebre ladro, tuttavia visto che la sua commissione non è esattamente tra le più gentili, il ladro finirà per tirargli un tiro mancino andando a nascondere la refurtiva al Lago ed obbligando Battaglia a uscire allo scoperto. Nel tentativo di recuperare il prezioso hard disk viene inviato al lago anche il Tedesco, vecchia conoscenza di Battaglia rinvenuto dallo staff della Mummia.

GLI UMANI
Più importante dei quali senza dubbio L'Uomo Invisibile, ladro così bravo da meritarsi tale appellativo, a cui verrà commissionato il furto del suddetto HD che verrà poi consegnato al Lago come garanzia. Sfortunatamente per lui Nero ed Eva lo rintracciano e lo invitano gentilmente ad accompagnarli a recuperare l'HD, visto che il Lago è un suo vecchio amico.
Tra gli umani fanno  vale anche la pena menzionare il Nano, il quale gestisce il racket delle armi a Roma e che verrà fatto fuori dal Mastino, personaggio minore al servizio di Bimbo con l'ordine di portare l'artiglieria in vista dello scontro con il Lago.

IL MOSTRO DELLA PALUDE
Ossia la Coscienza di Roma, anche chiamato semplicemente il Lago, personaggio enigmatico con una forza sovrumana ed un fattore rigenerante niente male, che custodisce segreti in casseforti posate sul fondo del lago artificiale nel cuore della capitale, giudicando innocenti o colpevoli coloro che vanno a chiederne servigi ed, eventualmente affibbiando la giusta punizione in caso di sentenza negativa. Un osso così duro da mettere in difficoltà persino Battaglia.

LA MUMMIA
Il burattinaio, il cattivo dei cattivi. Sua eminenza la Mummia. Il suo potere è tale da incutere timore persino in Battaglia che si vede costretto ad agire nell'ombra per mettergli i bastoni tra le ruote. Nonostante la sua presenza tra i riquadri sia ben minima, i suoi tentacoli si muovono invisibili tra gli eventi delle tavole, ricordando il timore reverenziale generato dal Dracula di Stoker nonostante la sua assenza fisica dalla scena. Verso la fine del quinto volume troviamo la Mummia intenta a concedersi un bagno (di sangue?) prima dell'arrivo di Nero, Eva, Battaglia e dell'Uomo Invisibile, completamente ignari di cascare come pesci nella sua rete. Il volto della Mummia ricorda senza dubbio il Karloff del celebre film del '32 nelle vesti di Imhotep.

Trama convincente, veloce e non eccessivamente arzigogolata; personaggi interessanti, tutti pressoché ben caratterizzati e vari. Per quel che mi riguarda, io non vedo l'ora che arrivi il 15 febbraio per correre in edicola a prendere l'ultimo capitolo della saga. Come andrà a finire? Sinceramente spero in un approfondimento più concreto per quanto riguarda il background della Mummia, per quanto funzioni già benissimo così e la copertina in coda al 5 di 6 fa ben sperare in tal senso, tuttavia lo scopriremo solo leggendo! E a voi, è piaciuto? Lasciate un commento e, se vi va, condividete!
Noi ci rivediamo Domenica prossima con un nuovo post, fino ad allora BUONA LETTURA A TUTTI!


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domenica 14 gennaio 2018

UN FUMETTO AL GIORNO LEVA IL MEDICO DI TORNO: IL GIOCATTOLAIO

UN NUOVO INIZIO

Nonostante abbia già un blog in cui tratto hard rock e metal (se volete farci un salto siete i benvenuti, eccovi il link), ho deciso di intraprendere questo nuovo cammino per dare libero sfogo alla mia passione per quanto riguarda la lettura di romanzi, fumetti, manga ecc..., in una veste tutta nuova, a parte e magari stando più terra terra, rispetto al mio stile abituale. Per iniziare questa mia nuova avventura, ho deciso di parlarvi del mio primo approccio ad una nota serie a fumetti della Sergio Bonelli, meglio nota ai più per personaggi quali Tex, Dylan Dog e Zagor, sto parlando di Dampyr. Questa serie a fumetti m'era già stata consigliata da una mia amica di chat su facebook e sapevo benissimo che prima o poi ne sarei venuto a contatto; tutto questo è avvenuto prima dell'uscita in edicola di Arriva il Dampyr, numero 371 (pubblicato in doppia copertina) della serie regolare di Dylan Dog, nonché crossover - destinato a diventare storico - delle due serie, che avevo già iniziato a seguire puntualmente da qualche mese. Questo quindi non è esattamente il mio primo approccio a Dampyr, è tuttavia il primo numero della serie regolare che mi capita tra le zampe, infatti, per il gran coglione che sono, il numero di Dampyr che avrebbe completato il crossover con la seconda parte di storia (209 pubblicato anch'esso in doppia copertina) mi dissi "va beh aspetto a prenderlo, tanto non credo che vada così tanto a ruba". LE ULTIME PAROLE FAMOSE, infatti la volta successiva che tornai a farmi vedere dal mio edicolante di fiducia per prendere del numero di Dampyr in questione non ce n'era nemmeno più l'ombra. Prima o poi rimedierò alla lacuna!
Passano così i mesi, arriva il 2018 e mia mamma mi prende, di sua spontanea iniziativa, Il Giocattolaio, Dampyr 214, nonché 1° dell'annata 2018. Finalmente ho, quindi, la possibilità di esplorare la serie regolare di Harlan e company. Nonostante mi sembri superfluo, ci tengo a avvertirvi che parlerò anche della trama dell'albo.


Il Giocattolaio

DAMPYR #214 (Falco/Vercelli)

TRAMA
In questo numero, Harlan, Emil e Tesla, insospettiti da una serie di omicidi per dissanguamento avvenuti in quel di Magdenburgo, i nostri vi si dirigono ed iniziano una serie di accertamenti, cascando dritti dritti in una trappola di Hans Vogel ex giocattolaio non morto un tempo ai servigi del Maestro Shrek, per il quale procurava sangue di innocenti utilizzando giocattoli animati da tracce organiche del Maestro ai tempi della seconda guerra mondiale, rimasto vittima durante un bombardamento che rase al suolo la città ma riportato in vita appunto dal Maestro. "Il giocattolaio" Vogel, in seguito, a quanto pare, della morte di Shrek, si rintana nell'ombra, fino a che non riesce a stipulare un accordo col malvagio Abigor, il quale gli concede maggiori poteri per potersi liberare una volta per tutte del dampyr. Sfortunatamente per il giocattolaio, tuttavia, il piano di Abigor è a doppio taglio, portati i tre in una bolla magica creata da Abigor con gli ultimi ricordi di Vogel quand'era in vita, Hans crede di avere poi il supporto del diabolico alleato, tuttavia Abigor intende usare il ricordo del bombardamento per eliminare il dampyr e tutti quelli che sono con lui in quell'istante.
Come finirà? Prendetevi il fumetto e andatevelo a leggere! Eheheh!

PERSONAGGI PRINCIPALI
PROTAGONISTI:
Il trio Harlan, Emil, Tesla supportato dal locale professor Dirk Winkler, che aveva presenziato ad una conferenza sul vampirismo avvenuta 15 anni prima che sembra non far nemmeno caso al tempo non trascorso sul viso di Harlan. Winkler ragguaglierà il team di Harlan sulla storia locale e li accompagnerà, suo malgrado, nella bolla magica creata da Abigor.

ANTAGONISTI:
Hans Vogel "il Giocattolaio", artigiano di eccelsa fattura coi cui giocattoli viventi procurava bambini di facoltosi prima per Shrek e poi in tempo presente per se stesso; Abigor e Shrek.

CITAZIONI
Questo volumetto si pone come sequel indiretto dei numeri 8 e 9 (Dalle Tenebre e Lamiah), il Hans Vogel sembra inoltre fortemente influenzato sia da Il Fantasma dell'Opera, del quale assume le fattezze successivamente alla sua resurrezione da non-morto, poiché durante il bombardamento il suo cadavere resta sfigurato (oltre che senza una mano), mentre il suo aspetto pre-tragedia ricorda più un pulito Uncle Creepy, ossia Zio Tibia. I giocattoli viventi assassini sembrano invece un richiamo all'horror comedy Dolls di Stuart Gordon (1987), mentre invece nella seconda metà dell'albo Emil, portato nella bolla magica, si ritrova in una casa dai cui quadri escono i soggetti dalle cornici con lo scopo non troppo felice di fargli la festa; questo è un aperto richiamo a Una notte al museo di Shawn Levy (2006).

Per quel che mi riguarda, per essere il mio primo Dampyr letto, il volume m'è piaciuto a sufficienza, molto d'intrattenimento e ben rappresentato, senza spiegoni inutilmente arzigogolati, d'altro canto non ci sono spunti di riflessione profondi, né momenti ilarici di stacco come, che sicuramente male non avrebbero fatto e, soprattutto, avrebbero dato maggior spessore alla storia. Credo, tuttavia che continuerò a seguirlo di quando in quando, per spezzare la monotonia!
E voi cosa ne dite? Vi è piaciuto o no? Lasciate un commento e, se vi va, condividete!
Noi ci vediamo a Domenica prossima con un nuovo post. A presto!

SI PUÒ FARE: LA PIAGA EFESTO

RECENSIONI A PIEDE LIBERO Ma salve miei piccoli e piccole amici ed amiche, ben ritrovati in compagnia del vostro beneamato Lettore Folle, d...