domenica 18 marzo 2018

C'ERA UNA VOLTA: LE CRONACHE DI NARNIA

OGNI PROMESSA È DEBITO
Care amiche e cari amici del Lettore Folle ben ritrovati! La settimana scorsa in occasione dell'articolo su Minaccia dagli Abissi di Steve Alten vi avevo promesso una chicca speciale per questa settimana e nonostante un'intensa attività di blogging feriale nei giorni passati sul mio blog principale (che vi invito nuovamente a visitare, della serie ogni occasione è buona per autopromuoversi, lo faceva Freud, perché non potrei io?).
Ultimamente ho avuto tra le mani una certa quantità di tavole, tuttavia ho di recente terminato un ciclo narrativo seminale (come avrete intuito dal titolo del post) del quale vorrei parlare a tutto tondo, facendo un paio di parentesi per quanto riguarda le produzioni su schermo (piccolo e grande).
Carne al fuoco direi che ce n'è più che in abbondanza, di conseguenza direi che è il caso di iniziare.
C'era una volta...

Le Cronache di Narnia (Lewis, Clive Staples)
Risultati immagini per c.s. lewisDue parole sull'autore
Possiamo senza alcun indugio affermare che il buon Clive assieme a Tolkien rappresentino i più grandi esponenti della letteratura fantastica del secolo scorso, nonostante si pongano su piani differenti per proposte e stile letterario - tra poco ci arriviamo. Nato in quel di Belfast alla fine dell'800 da padre avvocato di origini gallesi e madre figlia di un parroco della Chiesa d'Irlanda, Lewis è stato altressì prima studente (periodo nel quale affronta inoltre la terribile esperienza della guerra, rimanendo ferito nella battaglia di Arras, a cui segue un periodo di depressione appagato successivamente dall'amicizia con Janie King Moore, madre di un suo comilitone morto in un combattimento nel '18 a cui promette di prendersi cura della donna quarantenne) e poi professore ad Oxford, dove incontra lo stesso succitato Tolkien, con il quale, assieme a Charles Williams ed altri, fondò il circolo di discussione letteraria Inkings.
La fede del buon Lewis ha conosciuto alti e bassi, infatti cinque anni dopo la morte della madre (avvenuta quando egli ne aveva appena una decina) Lewis decide di abbandonare la fede per dedicarsi agli studi, per poi riabbracciarla quindici anni più tardi, tanto da diventare apologo cristiano. Fede ed eterna lotta (o guerra) tra bene e male sono tra le spine dorsali più evidenti dell'opera più celebre di Lew, Le Cronache di Narnia, ciclo composto da sette romanzi pubblicati dal 1950 al 1956.

I Magnifici Sette e le loro storie
Premessa: l'edizione di riferimento che prendo è l'edizione rilegata mondadori, in cui il primo volume è in realtà il sesto della saga, tuttavia, essendo un prequel l'editore ha scelto di metterlo al primo posto, così, per parlarvene, seguirò lo stesso ordine.

Il nipote del mago
In questo volume Digory e vicina appena trasferitasi Polly compiono un viaggio interdimensionale utilizzando degli anelli magici creati da quel gran pallone gonfiato ciarlatano dello zio di Digory, il quale abita in casa con i genitori del ragazzo ma sta sempre chiuso in soffitta e che li invita "gentilmente" a compiere la missione.
Nel loro viaggio i ragazzi finiscono in una grande foresta al "centro dei mondi", dalla quale possono accedere agli altri semplicemente entrando in uno degli stagni che vi si trovano. In uno di questi mondi alternativi, Digory, dall'alto della sua incoscienza, risveglia inavvertitamente la strega gigantessa Jadis, che li segue fino al "nostro" mondo, causando un guaio dopo l'altro. I due riescono a riportarla nella foresta di mezzo e da qui in un mondo ancora in fase di creazione da parte del Leone Sacro Aslan, il quale, turbato, per perdonare il ragazzo, responsabile del risveglio di Jadis, lo incaricherà di andare sul dorso del cavallo alato Piumino (cavalcatura di un cocchiere trainato nel nuovo mondo per sbaglio dai ragazzi) ad un giardino a raccogliere uno dei frutti magici degli alberi ivi coltivati e riportarglielo.
Il ragazzo riesce nell'impresa, rifiutando alle tentazioni della strega e riporta uno dei frutti ad Aslan, il quale gli consente di portarlo con se e darlo alla madre, ammalata di depressione.

Il Leone, la Strega e l'Armadio
Decisamente il più noto della serie, date le riproposizioni su piccolo e grande schermo e parlo al plurale poiché oltre al più noto film del 2005 diretto da Andrew Adamson - decisamente la migliore delle pellicole narniane recenti-, esistono anche un'ottima miniserie della BBC (ottima sulla carta e un po' meno nella produzione) ed un film d'animazione del 79.

Ambientata anni dopo la faccenda di Digory e Polly, The Lion, the Witch & the Wardrobe narra la storia di Peter, Susan, Lucy ed Edmund, quattro ragazzi ospiti ed in fuga dalla guerra nella villa di campagna di un professore, che nel loro soggiorno si trovano anch'essi a vivere una straordinaria avventura nel mondo di Aslan, per il quale Lucy, la minore dei quattro fratelli, trova un passaggio attraverso un armadio. In una Narnia in preda ad un inverno perenne, fa subito amicizia con un fauno, il quale prima tenta di catturarla, poi cambia idea e decide di farla tornare in fretta da dov'è venuta. Tornata nel mondo "reale", Lucy prova a raccontare agli altri, senza tuttavia essere creduta, mentre Edmund la schernisce brutalmente. Al secondo viaggio, tuttavia, il ragazzino la segue, venendo intercettato però da una dama in viaggio su una slitta bianchissima, la quale tra una moina e una gelatina (sì, nel libro ci son le gelatine non i lokom), estorce informazioni al ragazzino, scoprendo l'esistenza dei quattro fanciulli protagonisti di una profezia che avrebbe significato la sua disfatta. Tornati di qua dall'armadio, Lucy torna a raccontare ai fratelli maggiori di Narnia, cercando il supporto di Edmund che la continua a sfottere brutalmente, beccandosi a sua volta sgridate dal maggiore, Peter.
In fuga da un gruppo di turisti in visita alla villa guidati dalla severa governante, i quattro si imbucano tutti insieme nell'armadio seguendo il consiglio Lucy, sbucando quindi a Narnia, dove scoprono che l'amico è stato fatto prigioniero della strega in seguito alle informazioni carpite a Edmund, quindi vengono tratti in salvo da un Castoro che li conduce a casa sua e spiega loro della profezia secondo cui la loro venuta avrebbe significato il ritorno di Aslan, la fine dell'inverno e la sconfitta della Strega Bianca Jadis. Edmund nel frattempo va di nascosto dalla strega ad avvertirla che i suoi fratelli sono a Narnia, diventando sfortunatamente suo prigioniero e provocando l'inseguimento della strega verso i suoi fratelli, i quali hanno notato la sua assenza e intuito il pericolo su consiglio del Castoro vengono condotti da quest'ultimo alla Tavola di Aslan per prepararsi insieme all'esercito di quest'ultimo alla battaglia contro la strega Bianca.
Il gruppo riesce a raggiungere la Tavola di Aslan e dove assistono al ritorno del Leone Sacro ed al quale chiedono aiuto per recuperare il proprio fratello tra le grinfie della strega. Aslan decide quindi di sacrificarsi alla strega in cambio della liberazione del ragazzo, questa accetta e nonostante il sacrificio è decisa ad attaccare le truppe del leone una volta morto quest'ultimo. Allontanatesi le truppe di Jadis, Lucy e Susan, che avevano assistito alla scena stando nascoste, vanno a cercare di liberare il corpo del leone assieme all'aiuto di un gruppo di topolini (probabile riferimento alla celebre fiaba di Esopo). Contro ogni aspettativa Aslan risorge e caricate le due ragazze sulla schiena va a recuperare alcuni alleati al castello della strega, pietrificati da quest'ultima, quindi procedono in direzione del campo di battaglia per dar man forte a Peter, Edmund (tornato in se) ed il resto delle truppe.
Sconfitta Jadis, i quattro diventano re e regine di Narnia e restano a vivere in quel mondo, ritrovando anni più tardi il punto in cui erano entrati nel mondo di Narnia attraverso l'armadio, quindi i quattro decidono di riattraversare le porte dell'armadio e tornare nel "nostro" mondo, nel quale sbucano nuovamente bambini.

Il Cavallo e il Ragazzo
Questo è probabilmente l'unico dei sette libri ambientato interamente nel mondo di Narnia, in una fascia temporale posta durante il regno dei re e regine di Narnia provenienti dall'altro mondo, i quali faranno appena da "comparse" all'inizio e sul finale del libro. Il cavallo e il ragazzo racconta la fuga di Shasta, alias Cor, figlio del re di Archen nonché gemello di Corin, il quale superstite ad un naufragio (riferimento al mito di Mosé?) viene raccolto ed allevato/sfruttato come schiavo da parte di un pescatore e come tale sta per essere venduto ad un tarkaan, una specie di vassallo dei Calormen, popolazione simil-mediorientale abitante a sud di Narnia. Invogliato alla fuga del cavallo parlante Bri giunto per sbaglio al di qua delle terre di Narnia e costretto a essere usato come cavallo comune (gran offesa per le bestie parlanti di Narnia). Alla fuga si uniscono pure la tarkaana Arsis, in fuga da un matrimonio non voluto, e la sua cavalla parlante Uinni, nella stessa situazione di Bri. Nella loro fuga, i 4 attraversano la capitale del regno, dove Shasta incontra il suo gemello assieme alla delegazione narniana in visita per un matrimonio combinato gentilmente proposto tra Susan e un principe di Calormen per metter pace tra i due regni, al quale tuttavia la delegazione scappa per un soffio, mentre Arsis incrocia per sbaglio parte dei calormeniani intenti in una discussione privata, nella quale parlano di attaccare a sorpresa prima Archen e poi Narnia in ripresa della bella Susan.
Riunitisi fuori dalle mura del palazzo, i quattro fuggiaschi seguono la scorciatoia per Archen consigliata a Shasta da un corvo parlante della delegazione narniana, cavalcando per due giorni di seguito nel deserto, arrivando appena in tempo nonostante un giorno di vantaggio rispetto ai calormeniani alle porte di Archen. I quattro sono tuttavia costretti a fermarsi in casa di un eremita per via di una ferita inferta alla schiena di Arsis da parte di un leone, così Shasta prosegue da solo verso le terre di Archen nella speranza di arrivare per tempo. Nel tragitto si imbatte in una compagnia di caccia composta, tra gli altri da re Luni, ossia suo padre, ed avvisatili del pericolo cerca di inseguirli verso il palazzo, ma, rimasto indietro, si perde nella nebbia e seguito un sentiero attraverso i monti arriva nelle terre di Narnia, dove, dopo essere caduto duramente da cavallo, viene soccorso da alcuni abitanti, ai quali racconta la situazione ad Archen che inviano a loro volta un messo a Cair Paravel ed ottenuti rinforzi vanno ad aiutare il popolo di Archen a sconfiggere il nemico.

Il Principe Caspian
Dopo i primi libri, Lewis decide di darsi una pausa dalle trame arzigogolate, trovando più gradita la farina del sacco di Shakespeare. Il Principe Caspian, diretto sequel del primo libro (o secondo in questo caso), narra infatti della storia di Caspian decimo, legittimo figlio di Caspian nono nonché erede al trono di Narnia, è costretto alla fuga dal suo castello poiché finito nel mirino dello zio usurpatore, dopo che quest'ultimo ha finalmente ottenuto un erede dalla moglie e di conseguenza non abbisogna più della sua presenza. Nel tentativo di raggiungere le truppe dei ribelli di Narnia e impostare una controffensiva agli uomini dello zio, Caspian raggiunge la vecchia Tavola di Aslan dalla quale, viste le difficoltà, decide di suonare il corno magico (un tempo appartenuto a Susan quale regalo di Babbo Natale) per ottenere il supporto dei 4 Re di Narnia o magari il ritorno stesso del Leone. I quattro fratelli vengono catapultati a Narnia e dopo aver incrociato/salvato il nano Briscola, mandato a cercarli a Cair Paravel, ma catturato dai soldati dell'usurpatore, vengono condotti alla Tavola, attraversando non senza fatica le terre mutate di Narnia e arrivando appena in tempo per fermare il testone nano Nickabrick, che ha recuperato una strega ed un lupo mannaro per far risorgere la strega bianca e usare le truppe del male per sconfiggere i loro avversari.
Mentre i fratelli maggiori aiutano Caspian a organizzare un duello tra Peter e l'usurpatore per decidere le sorti della battaglia, Lucy e Susan vanno nel bosco per cercare di risvegliare le Driadi, dove trovano Aslan il quale con i suoi ruggiti le risveglia e le conduce alla battaglia. Il duello nel frattempo sta volgendo in favore di Peter, quando l'usurpatore viene tradito dai suoi sottoposti, si scatena nuovamente la battaglia che con l'arrivo di Aslan e le driadi volge in favore dei narniani.

Se il primo dei tre film recenti e attualmente più noti era bene o male accettabile, il secondo (che gode tra gli altri della presenza del nostrano Pierfrancesco Favino nelle vesti del generale Glozelle) inizia a uscire dai binari, Adamson infatti aggiunge al calderone una sequenza d'azione di salvataggio al castello dell'usurpatore Miraz, scritta completamente ex novo, mentre Susan si trova a vivere un improbabile love story appena accennata con Caspian. Impeccabile è invece la versione su piccolo schermo della BBC (facente parte della prima metà della medesima miniserie Prince Caspian & The Voyage of the Dawn Treader, in appena due puntate da mezzora l'una), che segue quasi passo passo il romanzo rispettandone l'elemento fiabesco.

Il Viaggio del Veliero
In vacanza dagli zii, Edmund e Lucy si ritrovano ad avere a che fare con lo spocchiosissimo cugino Eustacchio, il quale li sfotte di continuo sui loro trip riguardanti Narnia. Trovatisi a litigare un'ennesima volta davanti a un quadro nella camera degli ospiti raffigurante una nave, i tre vengono catapultati nel mondo di Narnia, dove Caspian è in viaggio per andare in cerca degli amici del padre costretti all'esilio da Miraz, alla comitiva si è unito anche Ripicì, signore dei topi parlanti e discendenti di quelli che liberarono il grande Leone dalle corde, il quale ha ricevuto in sogno una profezia che lo spinge ad andare verso le terre di Aslan, oltre i confini del mondo.
Lungo il tragitto i nostri passano di isola in isola affrontando fame, sete e disavventure, il più delle quali nella prima parte della storia capitano a Eustacchio, il quale, dopo essersi tramutato in drago dopo aver assistito alla morte di un altro drago ed esser stato vittima della sua ingordigia, viene liberato dalla sua pelle dagli artigli del Leone Sacro, una volta che Eustacchio ha finalmente capito l'importanza degli altri e dell'essere buoni.
Giunti al confine del mondo per risvegliare gli ultimi tre amici del re di Narnia da un magico sogno, Ripicì si imbarca verso le terre di Aslan per adempiere al suo destino, mentre Lucy, Edmund ed Eustacchio vengono rimandati a casa.

Mentre le quattro puntate della miniserie della miniserie BBC son sempre egregiamente fiabesche, il film del 2010 diretto da Michael Apted deraglia brutalmente, dando vita a un film che, più che tratto, è liberamente ispirato al romanzo, riuscendo a migliorare il peggior, a mio avviso ovviamente, romanzo del ciclo, aggiungendo un esigenza più pratica al ritrovare gli amici del padre in esilio a quella dovuta al semplice giuramento di Caspian nel libro precedente. Scelta discutibile ma dal mio canto lo sviluppo orizzontale della trama del quinto romanzo della saga è leggermente noioso e scontato.

La Sedia d'Argento
Ne La Sedia d'Argento, Eustacchio e una sua compagna di scuola, desiderosi di scappare alle grinfie di un gruppo di bulli, varcano i confini di Narnia, poiché il Leone li ha richiamati per affidar loro una missione, ritrovare l'erede al trono figlio di Caspian, il quale è ormai in punto di morte; della missione viene incaricata nella fattispecie Jill, perché a causa sua Eustacchio precipita dal monte di Aslan e, nonostante venga salvato dal Leone, ha corso comunque un bel pericolo. Giunti a Narnia, i due vengono condotti fuori da Cair Paravel alla chetichella da con l'aiuto dei gufi di Narnia; viene loro affidato il superpessimista paludrone Pozzanghera come guida nelle terre del nord dove si dice sia sparito il principe, prigioniero di una misteriosa dama ritenuta responsabile anche della morte della madre di quest'ultimo.
Scampati a un regno di giganti antropofagi e attraversate le terre delle tenebre nel cuore della Terra (in un passaggio che ha tanto di Viaggio al Centro della Terra) tra i cui abitanti vi è anche il gigante addormentato Padre Tempo, che secondo la profezia, quando si sarà svegliato sarà la fine del mondo, i due arrivano finalmente raggiungono il principe che ha subito il lavaggio del cervello da parte della Strega Verde per mezzo di una sedia d'argento. Spezzato l'incantesimo e distrutta la sedia, i tre col principe affrontano la strega, avendo la meglio; quindi scappano dal regno delle tenebre.
Il romanzo è magistralmente rappresentato nella relativa miniserie The Silver Chair, che come le precedenti va a braccetto con la trama originale.

L'Ultima Battaglia
Recuperata una vecchia pelle di leone, lo scimmione-Anticristo Cambio invita l'amico asino Enigma a indossarla e fingersi leone per poter fare il bel e brutto tempo con gli abitanti di Narnia. L'asinello titubante accetta di stare al piano del primate e i due iniziano a tiranneggiare sugli abitanti di Narnia. Tirian, ultimo re di Narnia, abitando quasi da eremita, scopre in ritardo il piano dei due ed assieme all'unicorno Diamante prova a sventare l'imbroglio di Cambio, il quale ha permesso dei calormeniani a Narnia e con essi ha infinocchiato per bene la popolazione convincendola che Aslan e Tash sono la stessa cosa e finendo col farsi catturare, legare come un salame e pronto per essere giustiziato. Sfamato dagli amici animali, il sovrano invoca l'aiuto di Aslan e degli antichi Re e Regine, apparendo come fantasma a una cena dei sovrani amici di Narnia. Poco dopo Eustacchio e Jill appaiono di fronte a lui, lo slegano e lo seguono a una fortezza a Nord, ultima roccaforte dei narniani, a progettare una rivolta. Riposatisi ed equipaggiatisi, i tre vanno alla stalla dov'è invece rinchiuso Diamante, per cercare di liberarlo, riuscendo nell'intento, inoltre Jill nella stalla trova anche l'asinello coperto dalla pelle di leone e il gruppo decide di portarlo con se.
Di ritorno alla roccaforte a nord, il gruppo assiste terrorizzato al passaggio di Tash su cui i calormeniani ed il primate hanno bestemmiato a sufficienza; quindi si dirigono verso la stalla dove il falso profeta si fa portavoce del falso Leone, per incitare il popolo alla ribellione. Qualche animale si unisce al gruppo di Tirian, tuttavia un gruppo di nani miscredenti decide di lottare solo per se. La battaglia si fa aspra, arrivano i rinforzi dei calormeniani e Tirian e gli altri vengono spinti uno per uno all'interno della stalla dove hanno timore vi sia invece il vero e proprio Tash che hanno visto passare poco prima.
Varcata la soglia l'ultimo degli alleati, i tre assistono all'allontanamento di Tash da parte di Aslan, il quale, vedendo impossibile riprendere il controllo della propria terra per l'infedeltà dilagante, decide di risvegliare Padre Tempo e dare inizio alla fine di Narnia.
Il gruppo viene raggiunto dagli altri antichi re e regine di Narnia (Peter, Edmund, Lucy, Digory e Polly, Susan no, ormai non è più amica di Narnia) e insieme vengono condotti alle terre di Aslan e ad essi Aslan rivela di esser stati vittime di un grave incidente ferroviario, quindi non possono tornare nel loro mondo.

Una saga senza dubbio più che godibile in grado di far sognare un po' tutti, forse un po' bambinesca in certi punti, ma quello vuole essere, un racconto per bambini scritto quasi fosse raccontato a tu per tu con il lettore, con un lessico a volte limitato e ripetitivo, ma che non appesantisce la narrazione dove non necessario, tranne che ne Il Viaggio del Veliero, lì il riempitivo proprio non manca, anzi.
Per quel che mi riguarda è stata senza dubbio una lettura leggera, fluidissima ma per nulla banale. Un po' troppo santarellina forse e dal finale leggermente disturbante, coi protagonisti che son morti tutti quanti ma vanno in paradiso e quindi è tutto ok, ammetto che m'ha lasciato leggermente perplesso.
E voi l'avete letto il ciclo di Narnia? Se sì, vi è piaciuto? Lasciate un commento qui sotto e, se volete, condividete!
Noi ci vediamo Domenica prossima con un nuovo post e una nuova lettura!

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domenica 11 marzo 2018

QUI SI VA ALL'AVVENTURA: MINACCIA DAGLI ABISSI

È L'ULTIMA VOLTA CHE SALTO UN APPUNTAMENTO!
Un'altra Domenica saltata, ma adesso basta, lo prometto! Fatto è che il vostro carissimo Lettore Folle è stato scrutatore alle famigerate elezioni del 4 Marzo e con lo spoglio terminato alle quattro di notte non era certamente il caso di mettersi alla tastiera nottetempo per recuperare.. così eccoci qui, reduci da una settimana di speculazioni a iosa che hanno intasato tutti i talk show possibili immaginabili in cui poco o nulla è cambiato, con un nuovissimo appuntamento del Vostro carissimo Lettore più matto di sempre.
Questa volta parleremo di un romanzo invece di un fumetto, col quale sfaterò due miti per chi se lo stesse chiedendo: no, non mi piace incondizionatamente tutto quello che leggo, anzi, per chi non l'avesse inteso dai post precedenti, sono un gran brontolone - ed a sto giro ve ne accorgerete! eheh - e no, non parlo solo di fumetti, fatto è che essendo più brevi ci si mette decisamente meno a leggerli e di conseguenza ne scrivo di più! Ed, a tal proposito, sto preparando una chicca per la settimana prossima, assolutamente da non perdere!
Ma bando alle ciance e iniziamo con un nuovo e mordace articolo!

Minaccia dagli Abissi (Alten, Steve)
Due parole sull'autore
Steve Alten, nome completo Steven Robert Alten, è uno scrittore americano specializzato in scifi e adventure novels di Filadelfia. Nato nell'agosto del '59 e gran appassionato giocatore di basket, Steve si trasferisce in Florida dopo una sfortuanta parentesi nella gestione di un'impianto sportivo, dove, insoddisfatto del nuovo lavoro e con una famiglia da mantenere, decide di stendere un romanzo che gli frullava per la testa già da anni, vede così la luce, nel '97 Meg: A novel of Deep Terror, il quale riscuote un certo successo (1 milione di copie vendute - o giù di lì - ai tempi del sequel) e arriva in Italia su Mondadori, intitolato semplicemente Meg. Due anni più tardi Alten ci riprova, questa volta con Meg: The Trench, ossia Minaccia dagli abissi, pubblicato in Italia come supplemento della collana Segretissimo di Mondadori.
Nonostante sia piuttosto dilettevole - e un po' trash -, specie per gli amanti dei romanzi d'avventura, magari, i lavori del nostro buon Steve sono stati tradotti col contagocce, tuttavia se non avete problemi con l'inglese il ciclo dedicato al Megalodon di Steve non dovreste avere grossi problemi.

La trama
Il traumatizzato Jonas Taylor, in lite con la moglie per la sua ossessione nei confronti dello squalo albino preistorico Angel, è richiesto a bordo del Goliath, nave laboratorio del multimilionario ricercatore russo Benedict Singer, il quale intende carpire a qualunque costo le coordinate del Purgatorio del Diavolo al pilota di sommergibili di alta profondità. Jonas tuttavia rifiuta di andare, poiché essendo preoccupato per la possibile fuga di Angel dall'istituto Tanaka dove è rinchiusa, intende fare una stima dei danni al cancello di comunicazione col Pacifico del bacino idrico dell'istituto, visti i continui assalti di Angel alla struttura ormai pericolante. Visto il rifiuto, la moglie Terry Tanaka e suo padre Masao, proprietario dell'istituto, vanno sulla nave di Singer. Celeste, braccio destro di Benedict, viene inviata all'istituto per affiancare Jonas in vista di avere una stima dei danni al cancello, inoltre ha il compito di scoprire le coordinate del Purgatorio del Diavolo.

Sfortunatamente si verifica la tanto temuta fuga dello squalo, così Masao è costretto a rientrare all'istituto, nel frattempo Jonas, assieme all'amico Macreiders, viene convinto a partire con Celeste per una spedizione col compito di recuperare lo squalo. Nel frattempo Terry, rimasta sola sul Goliath, ficca il naso dove non dovrebbe, finendo nel mirino del russo, il quale intende usarla per farle scrivere un rapporto su un incidente avvenuto in precedenza ed eventualmente come ostaggio, qualora Jonas non si fosse dimostrato collaborativo a cedere le coordinate. Terry viene quindi fatta salire su un gigantesco sottomarino laboratorio, il Bentos, sul quale finisce per essere prigioniera del russo.
Mentre Angel procede sull'Anello di Fuoco per tornare nella fossa delle Marianne, Celeste spazientitasi dopo aver a lungo tentato di sedurre Jonas per ottenere le coordinate, somministra il siero della verità a Jonas riuscendo finalmente nel suo intento, quindi si separa dalla spedizione per tornare tra le braccia di Benedict. Jonas, riavutosi dall'esperienza, prosegue a bordo del Wiliam Bebe, nave della spedizione per la cattura di Angel, e dirige l'imbarcazione sull'anello di Fuoco dopo aver intuito il percorso dell'animale. 
Caricato a bordo del Bebe l'AG II, sottomarino monoposto da alta profondità, Jonas si prepara a raggiungere il Bentos ormai giunto al Purgatorio del Diavolo con Angel alle calcagna. Terry, diventata ormai un'inutile spina nel fianco per Benedict, ha ormai il destino segnato.
Jonas, attanagliato del terrore per un suo incubo ricorrente, ce la farà a salvare la moglie ed evitare le fauci del mostruoso squalo?

Citazioni per tardi
A quelli che non avesse ancora capito gli evidenti riferimenti a Moby Dick, una delle principali fonti d'ispirazione del romanzo, Steve Alten  offre una chicca truculenta che potrebbe far storcere il naso tra colore dotati di fervida immaginazione ed animalisti sfegatati. Tra pagina 260 a 265, infatti, il mancato allenatore di Filadelfia scopre le carte con un incontro tra titani, Angel in fuga per tornare nella Fossa delle Marianne, incrocerà la strada con un grande capodoglio maschio, col quale ingaggerà un tremendo scontro, al quale finiscono per essere testimoni alcuni documentaristi in superficie, i quali ascolteranno impotenti ai fischi del capodoglio, sopraffatto dalla rapidità del nemico e dal suo difetto di respirazione, in quanto mammifero. Un episodio fugace senza un peso specifico all'interno di una trama a sviluppo orizzontale.

I personaggi
Protagonisti
Jonas Taylor è senza dubbio il protagonista principale del romanzo, che, nonostante le sue turbe psichiche, sarà costretto ad inseguire il suo incubo ricorrente per mettere la parola fine ad un capitolo dolorosissimo della propria esistenza, supportato dall'inseparabile amicone Mackreiders, pilota di elicotteri scarsamente caratterizzato, il quale tuttavia si dimostrerà molto utile per tirar fuori dai guai Jonas e vendicarne un tentato omicidio.
La moglie di Jonas, Terry Tanaka, invece, per capire le turbe del marito avrà bisogno di restare sola a 10.000 metri di profondità, impotente, nonostante i tentativi di salvataggio dell'infiltrato della CIA Heath Williams e del capitano Ivan Kron, tra le grinfie del perfido Benedict Singer.

Antagonisti
Senza ombra di dubbio il primo tra gli antagonisti del romanzo è il sopracitato Benedict Singer, un neoritrovato capitano Nemo ma in versione cattiva, il quale intende giocare come il gatto col topo fino alla fine sia con Terry Tanaka, moglie di Jonas, sia con il pilota di sommergibili di alta profondità, grazie all'aiuto dell'immancabile pedina Celeste Singer, insospettabile figlia dell'uomo cresciuta col ruolo di femme fatale e che scopre la paternalità di Benedict nei suoi confronti solo un momento prima di ucciderlo per ereditarne la fortuna.
Tra gli antagonisti vanno inoltre a piazziarsi, seppur con ruolo secondario, l'alcolizzato Sergei, avanzo di galera al servizio di Benedict che prende di mira la povera Terry con intenzioni tutt'altro che lodevoli, e Mike Marren, ittiologo a bordo del William Bebe che lavora al recupero di Angel, in realtà in combutta con Celeste, la quale gli fa recitare la parte dello spocchioso in modo da tenere Jonas sempre su di giri per cercare di carpirgli le coordinate del famigerato Purgatorio del Diavolo.

Neutrali - FaunaPersonalmente non me la sento di mettere Angel tra gli antagonisti della storia, né tra i protagonisti, nonostante un buon 60% di trama ruoti attorno alla sua fuga dall'istituto Tanaka ed agli incubi di Jonas. È un animale cresciuto in cattività che cerca di tornare nella fossa delle Marianne ed in quanto predatore aggredisce ogni possibile preda gli capiti a tiro nel tragitto o ogni forma di vita che essa interpreta come "minaccia" - per quanto ci possano essere forme di vita in grado di minacciare uno squalo preistorico di 30 metri di lunghezza. Stesso discorso vale per i kronosaurus che aggrediscono brutalmente il Bentos e i minisommergibili di Benedict in missione nella fossa.

Minaccia dagli Abissi è un improbabile incontro tra Verné e Melville, ma ambientato in epoca moderna, dalla trama a sviluppo orizzontale e piena zeppa di materiale riempitivo, formato dai vari tentativi della ciurma del Bebe di catturare Angel, i quali offrono come unica fonte di interesse, qualche scena gore e niente più, rendendo la parte centrale del romanzo vagamente lenta e tediosa, particolare che mi salta all'occhio a distanza di oltre una decade dalla prima volta che lo lessi, la prima volta, infatti, ero più giovane e con meno letture all'attivo, e non notai la futilità delle scene da b movie narrate sfortunatamente con un lessico anche povero. Alten sa usare piuttosto bene i colpi di scena, eccezion fatta per il finale buonista.
Per quel che mi riguarda, non me la sento di consigliarvelo, a meno che non siate proprio fans del scifi adventure e vi troviate a fagocitare qualunque cosa vi capiti sottomano, diversamente avete lidi migliori verso i quali nuotare, lasciate perdere!
Qualcuno di voi l'ha letto? Se sì, che ne pensate? Noi ci vediamo Domenica prossima - questa volta per davvero, promesso!! - con un nuovo post! 




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domenica 25 febbraio 2018

UN FUMETTO AL GIORNO LEVA IL MEDICO DI TORNO: SU QUESTA PIETRA

CHI NON MUORE... SURGELA!
Buonsalve a tutti cari amici e care amiche, oggi è nuovamente con voi il vostro carissimo Lettore Folle! No, non sono morto, men che meno sepolto, anche se con sto' freddo allucinante non mi meraviglierei se vedessi dei pinguini pascolare tranquillamente in cortile, come se nulla fosse... ed a proposito di non morti, quest'oggi parlerò con voi dell'ultimo ed annunciatissimo numero di una saga di cui già vi ho accennato qualche settimana fa, se vi siete persi quell'articolo potete recuperarlo qui.
Ammetto di esser stato tuttavia indeciso su che cosa andare a scrivervi, poiché se la settimana scorsa avevo poco o nulla di cui scrivervi, questa settimana mi son trovato per le mani un discreto numero di graphic novel, tra cui un numero lancio di una nuova serie di manga, tuttavia ho deciso di chiudere un cerchio che sicuramente male non fa, specialmente in un periodo storico in cui i cerchi lasciati aperti fanno tendenza e le serie limiteless con il fandom esagerato la fanno da padrone a prescindere dalla qualità, che volete, il fascino del gatto morto è contagioso, ahimé!
Ma ora basta chiacchiere, non sono mica lo zio Marty! Andiamo a cominciare!


SU QUESTA PIETRA

CAPUT MUNDI - I MOSTRI DI ROMA #6 di 6 (Giovanni Masi, Dario Sicchio, Elisa di Virgilio)
Ah Caput Mundi, Caput Mundi, anche se giunto all'ultimo capitolo della tua serie non hai perso per nulla il tuo smalto, me cojoni! Eppure non ti sei fatta mancare nulla in questa avventura semestrale da 144 pagine a volume, ognuna delle quali spese benissimo, trovando persino lo spazio, tra muscoli, tette e budella, per la sviolinata finale coi ringraziamenti a staff - cui va veramente tanto di cappello - ed ai lettori che, a giudicare da quanto scritto, hanno accolto in modo entusiastico una serie così che merita di esser accolta a braccia aperte (anche a costo di ritrovarsi pestati dalle nocche di Nero).
Uscito puntualissimo lo scorso 15 Febbraio - e fidatevi che il vostro carissimo è corso in edicola ad arraffarsene una copia - Su questa pietra chiude la miniserie di Editoriale Cosmo, mantenendo per due terzi la triade di testa, mettendo il pennello tra le mani di Elisa di Virgilio che rappresenta come da manuale la storia scritta e sceneggiata da Masi e Sicchio, mentre il buon Recchioni, che fece partire la giostra Urban Fantasy/Horror ambientata all'ombra del Colosseo, risulta ancora una volta assente ingiustificato, tuttavia il team non ha nulla da invidiare, un po' come gli Scorpions senza Schenker, anche se...
La trama narrata dai tre moschettieri in quest'ultimo capitolo di Caput Mundi si snoda in tre momenti ben distinti, partendo in maniera tutto sommato statica, per poi lanciarsi gradatamente verso il combattimento finale che neanche gli Avengers e che la fa indubbiamente da padrone, nonostante un immancabile spiegone, visto che, come avevamo precedentemente annunciato, mancava ancora un personaggio di cui approfondire il background, quindi cala in bellezza il sipario con un più che tradizionale epilogo, di cui parleremo in conclusione.



LA TRAMA

Dopo aver messo spalle a terra Pietro nel bel mezzo dell'alba, il quartetto viene catturato ed imprigionato in perfetto stile d'Inferno dantesco, col quale la Mummia dona a ciascuno dei quattro una perfetta punizione... o almeno così crede, visto che grazie ad uno stratagemma un po' da B Movie, Eva riesce a liberarsi, correndo a liberare dalla loro prigione prima Pietro, poi Nero, che, persa la ragione, si riprende dopo un appassionato bacio della neo-moglie di frankenstein. I tre si dirigono quindi a liberare l'uomo invisibile, imprigionato in un cubo di vetro antiproiettile elettrificato, sotto riflettori e sorvegliato a vista da un nutrito manipolo di soldati potenziati. Tornati insieme, i quattro si dividono e, mentre Nero e Pietro vanno ad affrontare il Tedesco e Bimbo (potenziato dalla Mummia per l'ultimo scontro, mentre quest'ultima si prepara a scendere in battaglia), Eva e l'uomo invisibile vanno a recuperare l'hard disk, nel quale è nascosto il segreto per uccidere sua Eminenza.
Ha così luogo un tremendo scontro nei giardini vaticani e, messo il Tedesco alle strette e ucciso Bimbo, Pietro e Nero vedono scendere in campo la testa del serpente, al culmine del suo potere, nel frattempo Eva e l'uomo invisibile recuperano l'hard disk e liberato la Coscienza (che era a guardia del medesimo) e convinto quest'ultimo a intervenire nello scontro; i due restano e si mettono a guardare il contenuto del supporto in un pc del posto, scoprono la vera identità del loro nemico (ma io non ve la dico perché sono anche più cattivo eheh) e come ucciderla.
Eva e l'uomo invisibile raggiungono quindi gli altri e li portano alla fuga per recuperare gli organi estratti alla Mummia durante la mummificazione, tra cui vi è anche il cuore, ancora palpitante dopo millenni (riferimento al cuore di Davy Jones? chissà!). Il gruppo trova l'urna e dopo essersela passata a vicenda, per evitare che la mummia ne torni in possesso e nel farlo, ad Eva viene versato addosso dell'oro fuso (riferimento a G.o.T.?), ne stritolano il contenuto una volta per tutte, causando perfino il crollo di San Pietro.
L'uomo invisibile, Nero ed Eva si ritrovano tempo dopo, poiché questi ultimi per scappare all'estero gli hanno chiesto dei passaporti falsi, ma si accorgono subito di esser stati ingannati dal ladro, così lo ammanettano ad un palo, dopo aver già tempestivamente avvisato le forze dell'ordine.

PERSONAGGI
Com'era più che prevedibile nel corso del volume viene finalmente svelata l'identità dell'onnipresente, onnisciente, ma non onnipotente Mummia, quale essere millenario venuto perfino a strettissimo contatto. A svelarne il segreto è per altro un ultimo personaggio chiave, ossia l'Archivista (che ricorda giusto un pochino l'architetto di Matrix), una sorta di versione alla Caput Mundi di Newt Scamandro cui passatempo è stato quello di rintracciare e catalogare i segreti dei mostri di Roma, venendo a conoscenza, per l'appunto anche della vera identità del perfido mostro bendato, pagando con la vita, non prima tuttavia di aver creato un video, salvato nel medesimo hard disk, in cui svela ogni cosa (anche se c'è da chiedersi come mai il video sia ancora presente all'interno dell'hard disk? Poteva benissimo essere cancellato come un qualsiasi altro file, c'è da chiedersi se sia solo un buco di sceneggiatura o semplice ego mastodontico della Mummia!).

Incalzante, veloce ed avvincente, nonostante tutto. Su questa pietra chiude nel migliore dei modi possibili la prima miniserie targata Editoriale Cosmo lasciando tuttavia qualche interrogativo, come per esempio sarà riuscito Pietro a raggiungere il Tedesco e seccarlo una volta per tutte? Per quel che mi riguarda, credo proprio che nel pentolone sia rimasto ancora qualcosa a bollire a fuoco lento, chissà che prossimamente non ne vedremo delle belle?!
E voi, cosa ne pensate? Avete recuperato gli altri? Vi è piaciuto o no lo showdown finale? Lasciate un commento e, se vi va, condividete!
Noi ci vediamo a Domenica prossima con un nuovo post, per il momento passo e chiudo!


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domenica 11 febbraio 2018

UN FUMETTO AL GIORNO LEVA IL MEDICO DI TORNO: NON UMANO

BASTA SOGNARE!
Cari amici e care amiche, un'altra settimana è trascorsa ed ancora una volta rieccoci all'appuntamento settimanale col vostro amatissimo lettore folle. Spero abbiate passato una buona settimana, possibilmente sotto un comodo ombrello a proteggervi, più che dalla pioggia a catinelle, da quella mediatica - più che pioggia di informazioni sarebbe più corretto parlare di bombardamento, ma tant'è - seguita ai fatti accaduti a Macerata una decina di giorni fa e che sembra non essere ancora cessata, guarda caso a un tiro di schioppo dalle votazioni. Sarà un caso?
In tutto questo ambaradan, il Vostro carissimo ha avuto per le mani, proprio questa settimana, un volumetto sulla medesima scia di ciò che sta accadendo nel Bel Paese (sempre se non si prende in considerazione il fatto che l'Italia è uscita dalla top20 dei paesi più vivibili).
Il clima è già caldissimo così e di carne al fuoco ce n'è più che in abbondanza quindi, se non siete già scappati dopo il titolo dell'intestazione, direi che è ora di andare a cominciare!


NON UMANO

DYLAN DOG #377 (Marzano/Camagni)
Ah Dylan, Dylan, credo non ci sia nemmeno bisogno di presentarti ai carissimi lettori, dopo ben oltre 30 anni di onorata carriera nelle edicole cose, storie ed acqua sotto i ponti ne è veramente passata un sacco.
Sempre in settimana - ieri, per la precisione - ho avuto tra le mani - ho letteralmente fagocitato la ristampa a colori nell'edizione Il Dylan Dog di Tiziano Sclavi de Le Notti della Luna Piena, numero tre della serie regolare che un dylaniato tardivo come me altrimenti difficilmente avrebbe potuto aver l'occasione di aver tra le mani, a meno di non essere disposto a sborsare una cifra tutt'altro che misera o di accontentarsi della Grande Ristampa; quest'ultima versione è pur sempre una ristampa, ma devo dire che la colorazione ad opera di GFB Comics e Luca Bertelé si presta benissimo a fare da contrasto un po' alla Scooby Doo di Hannah e Barbera, dando un tocco cartunesco che fa perfettamente da contrasto con una storia velocissima e spesso ironica... tranne per il trittico della morte di Helga, che da solo vale l'acquisto del cartonato e sarebbe da far ingigantire!!
Ciò detto, ad anni luce di distanza, Non Umano è diametralmente opposto su tutti i fronti rispetto al sopracitato volume e non solo. Per coloro che non seguissero la serie regolare di Dylan Dog, nell'ultimo semestre la serie ha conosciuto un'iperbole costante volta più al impressionismo che lasciava ampio spazio ai disegnatori, raggiungendo il suo apice con La fine dell'oscurità (#374 e, personalmente il mio preferito del 2017). Con Non Umano abbiamo un bruschissimo ritorno alla realtà. Dopo essere stati a lungo con la testa tra le nuvole (o baloons? anche se negli ultimi sei mesi son stati decisamente risicati), il nuovissimo volume ci riporta violentemente a terra con una storia attualissima.

LA TRAMA

Una serie di omicidi a sfondo razziale finiscono per coinvolgere, suo malgrado, il nostro indagatore dell'incubo, quando, la sua ragazza, l'agente Tracy, riesce miracolosamente a scampare alla morte, dopo che, uscita di pattuglia assieme al collega di colore Frank, intercettano il misterioso killer che si avventa su Frank, lasciando andare Tracy. Ricoverata in ospedale dopo l'aggressione, Dylan fa conoscenza con suo padre, apparentemente un simpatico ed arzillo uomo di terza età.
Ella Rosenthal, vecchia conoscenza di Dylan, metterà quindi Dog sulle tracce del misterioso Baron Blut, una sorta di vampiro creato in laboratorio dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Sfortunatamente pagherà salatissima la soffiata.
Dylan, dopo i funerali di Ella, viene misteriosamente lasciato da Tracy. In un impeto di rabbia, Dog va al suo appartamento per parlarle senza tuttavia trovarla, in compenso scopre dalla vicina pettegola di Tracy che i genitori della ragazza sono morti da una decina d'anni. Dylan confiderà la storia dettagli da Ella a Rania e Tyron, assieme ai suoi dubbi riguardanti il presunto padre dell'ormai ex-agente, dubbi che vengono confermati in seguito a un controllo sui suoi genitori. In seguito a una perquisizione in casa dell'uomo viene diramato l'ordine di cattura, così Tracy ed il sedicente padre vengono arrestati.
In seguito a un interrogatorio in cui nessuno dei due nega il proprio coinvolgimento nei fatti, Tyron riceve l'ordine di trasferimento dei sospetti arrivato "da chissà dove" e dal cellulare il Baron Blut svela il suo vero aspetto per tentare la fuga, tuttavia dopo un cruento scontro con la polizia e Dylan, in supporto a Rania e co., resta ucciso assieme a Tracy; in una serie di passaggi di vignette velocissime da Overkill (noto brano dei Motorhead), come giustamente suggerisce Recchioni nell'intro.

PERSONAGGI
Come avete avuto modo di leggere dal paragrafo precedente, Non Umano racconta una storia decisamente dei giorni nostri e talmente tanto attuale da essere marcata in due modi: un aumento spasmodico di baloons molti dei quali gridati, vuoi dai notiziari televisivi vuoi dalla folla incazzata a bestia per i delitti che coinvolgono una o l'altra etnia o religione - cosa che sembra, oltre che attuale, a dir poco profetica, dopo i fatti di Macerata - rendendo la popolazione stessa come personaggio attivo della vicenda, elevandolo dal livello di mera comparsa; in secondo luogo in tutto Non Umano non c'è una singola vignetta con Groucho, venendo citato giusto di sfuggita a pagina 56 e poi più nulla, quasi che il duo Marzano/Camagni vogliano dirci "questa è la realtà e non c'è nulla da ridere".
Dulcis in fundo abbiamo l'apparizione del soprintendente, citato mille volte da Bloch, che, oltre a far vedere il suo brutto muso in cerca di un colpevole "che dev'essere quello giusto", lo ritroviamo nella vignetta finale che sicuramente piacerà a tutti i complottisti dylaniati, al funerale nazi di Frank Schroeder, sedicente padre di Tracy nonché nazi-vampire.

Un brusco ritorno alla realtà, come dicevamo. Una realtà dura, in cui tutti siamo protagonisti e tutti sulla stessa giostra chiamata comunità, nella quale si sorride col contagocce e talmente amara da negarceli spesso perfino in sogno.
Per quel che mi riguarda, Non umano non è certamente epico come i volumi menzionati poco sopra, tuttavia, come molti altri della serie, fa riflettere, riflettendo la quotidianità per quella che è.
E voi, cosa ne pensate? Vi è piaciuto o no, nonostante l'assenza di Groucho? Lasciate un commento e, se vi va, condividete!
Noi ci vediamo a Domenica prossima con un nuovo post, fino ad allora incubi d'oro!

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domenica 4 febbraio 2018

UN FUMETTO AL GIORNO LEVA IL MEDICO DI TORNO: MAGHI E COMPUTER / IL VIRUS

PER FORTUNA ESISTE EBAY...

Settimana a dir poco de-li-ran-te, ma, nonostante tutto, rieccoci qui per un nuovo appuntamento con la rubrica su baloons, vignette e tavole che, a quanto sembra dalle views, per ora preferite! Come da titolo del paragrafo, per fortuna che esiste Ebay grazie al celebre sito di aste online è, infatti, possibile reperire, alle volte veramente con pochissimo - grazie probabilmente a traslocatori e svuotatori di cantine -, qualsiasi cosa di cui si è in cerca, sia essa una parrucca, supporti di memoria esterni per pc, penne o, come nel caso del volumetto di cui scriverà quest'oggi il vostro carissimo Lettore Folle, un fumetto giunto da tempo, ahimè, a conclusione.


Maghi e Computer / Il Virus

ZONA X #4 (Castelli/Siniscalchi; Chiaverotti/Caracuzzo)
Veramente un peccato che si sia staccata la spina ad un'opera partita così tanto in quarta come la serie Zona X. Decollata a maggio '92 come spin off del celebre onniscente zio Marty, Zona X sembrava più la versione a fumetti del fu Ai Confini della Realtà (Twilight Zone) dell'ancor più celebre Rod Serling - che credo non abbia bisogno di presentazioni, se no se siete appassionati di fantascienza e non sapete chi è, vergogna! Nel caso cliccate qui e colmate la lacuna! -, col buon Mystere che introduceva l'episodio di turno al posto di Rod nella sopracitata serie TV.
Il numero quattro della serie viene dato alla luce ad Aprile '93 e si compone, come da serie, di due storie: la prima, Maghi e Computer, scritta dal buon Castelli ed illustrata dal dylaniato Luigi Siniscalchi, mentre la seconda, Il Virus, stesa dall'iperattivo dylaniato Chiaverotti ed illustrata da Giancarlo Caracuzzo.

MAGHI E COMPUTER
Il primo dei due racconti è in realtà un tris di storie narrate dal buon Martin ad un tizio dai capelli scuri non meglio identificato, per scegliere la trama ideale del suo prossimo romanzo di fantascienza. Nell'antipasto-prologo troviamo due delle tre vicende. Nella prima un'improbabile genio cresciuto in periferia con la fissazione del possedere tutto ciò che c'è esposto nell'emporio della città vicino, ma mancandogli i soldi necessari, decide di aspettare l'età adulta, inventare delle celle ibernanti, quindi congelare se stesso e i genitori per tornare in un secondo momento al negozio, miracolosamente ancora in attività e con ancora esposto un cartello fin dalla gioventù del protagonista, su cui campeggia la scritta a caratteri cubitali: SI FA CREDITO SOLO AI NOVANTENNI ACCOMPAGNATI DAI GENITORI. Divertente, veloce e non-sense q.b. BAM.
Sulla falsa riga troviamo la seconda delle tre vicende, Martin stavolta propone al bruno ospite di un viaggio ai confini dell'universo, ad opera di terrestri a bordo di un'astronave con motori in grado di andare più veloci della luce ed il cui computer di bordo si chiama Jerry e parla con la voce di Jerry Lewis. Viaggio degno, per l'appunto, del Viaggio del Veliero di Lewis ma più divertente, grazie ad un twist-ending veramente stuzzicante.
Dulcis in fundo la terza vicenda, che da il titolo al primo dei due episodi, narra di una sorta di realtà parallela in cui vi è stata una diffusione abnorme e fanatica dei più svariati culti religiosi ed in cui il danaro è stato sostituito da una valuta temporale. Martin, in questa realtà alternativa, fatica incredibilmente a condurre il suo programma sui misteri, andando costantemente a scontrarsi con uno o l'altro idealismo, rischiando di restare senza crediti di tempo; in ragione di ciò Martin finirà nel mirino della polizia quale maggior sospetto di una serie di delitti ai danni dei vescovi dei vari ordini religiosi locali.


IL VIRUS
Il secondo episodio è, se vogliamo, ancor più semplice ed efficace omaggio a quelle opere (letterarie - tra le altre nel prologo viene citata da zio Marty Erehwon di Samuel Butler, il cui titolo inverte le lettere WH, svelando un gioco di parole - e aggiungerei cinematografiche) che cavalca il tema del misterioso virus diffuso per sbaglio da un laboratorio di produzione di armi batteriologiche i cui infetti vengono trattati come reietti a causa di danni alla pelle dovuti alla malattia. Il fenomeno viene quindi strumentalizzato da un candidato alle prossime elezioni presidenziali, ma Martin, perso il controllo - ed infettato egli stesso - dopo la morte della sua amata Diana, scopre gli altarini e dopo aver fatto irruzione nello studio televisivo dove il candidato sta venendo intervistato durante il notiziario, obbliga quest'ultimo a confessare in diretta e scatenando la rivolta del popolo.

Per quel che mi riguarda, il quarto numero di Zona X dimostrava di aver senz'ombra di dubbio un'ottima formula, dilettevole e profondo a sufficienza per non essere né troppo frivola né eccessivamente pesante. Da Luglio 2014 la serie è tornata in edicola con ristampe dal titolo Bentornato in Zona X, in sostituzione a Maxi Martin Mystere, riproponendo, nel primo numero - guarda caso - Maghi e Computer. Senza dubbio un'ottima scelta!
E voi, cosa ne dite? Vi è piaciuto Zona X? Lasciate un commento e, se vi va, condividete! Noi ci vediamo a Domenica prossima con un nuovo post. A presto!

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domenica 28 gennaio 2018

DOMENICA IN GIALLO: LA FIGLIA SBAGLIATA

FINALMENTE UN PO' DI RELAX
Esatto, esatto, esatto! Finalmente un po' di relax, una settimana tranquilla che mi ha dato modo di portare a termine la lettura del volume di cui vi andrò a parlare quest'oggi; nonostante tutto, nel dietro le quinte del mio blog principale (vi ricordo che se siete curiosi potete sempre passare a farci un salto, vi basta cliccare qui!) son successe altre cose buone che andranno, ma questa è un'altra storia! L'autore del libro di cui andrò a parlarvi questa Domenica è uno dei più seguiti da una persona a me molto molto cara, di cui ammetto di aver già diversi opere sui miei scaffali (per lo più acquistati in un comodissimo superconvenientissimo lotto di qualcuno che probabilmente aveva bisogno di far spazio tra i suoi scaffali o si trovava in fase di trasloco) ma, tra una lettura e l'altra li ho sempre lasciati in lista d'attesa, finché non mi son deciso e ho pensato "Fanculo, iniziamo a leggerli, basta farli aspettare! Sì ma quale prendo per primo?", così ho cominciato a guardare nel mio inventario quale fosse il perfetto candidato ed ho scelto quello dal titolo che mi convinceva di meno, "Se passa il test del titolo poco altisonante ma degno nei contenuti allora siamo a cavallo."
Com'è andata, dite? Beh, leggete e lo scoprirete!


La figlia sbagliata (Deaver, Jeffery)

Due parole sull'autore

Prima di iniziare a scrivere riguardo al romanzo, è cosa buona e giusta partire dall'autore dello stesso, quindi Jeffery Deaver. Jeffery Deaver è un ex-cantante folk, ex-giornalista ed ex avvocato  dell'Illinois, nato in una cittadina vicina a Chicago nel 1950. Nel 1988 debutta con Manhattan Is My Beat, noto in Italia come Nero a Manhattan, primo capitolo della trilogia di Rune, seguito due anni più tardi da Requiem per una pornostar, nello stesso periodo lo scribacchino tuttofare lascia la carriera legale, per dedicarsi anima e corpo alla scrittura, arrivando a vendere milioni e milioni di copie in tutto il mondo.
La figlia sbagliata e Il filo che brucia sono arrivati nel Bel Paese solamente nel 2010 grazie a Rizzoli, tuttavia Speaking in Tongues, titolo originale del romanzo in esame, vide la luce già nel 2000 - assieme a The Empty Chair (La Sedia Vuota) -  e proprio in Speaking in Tongues sembra far capolino l'Io legale/musicista dello scrittore - a quanto pare non del tutto soppresso-, che finisce per vestire i panni di uno dei tre personaggi portanti di una storia dalla simmetria tutto sommato particolare ed un tantino sbilanciata in favore dell'antagonista principale, nonostante il lieto fine, che a mio dire va rovinando la vicenda.


La trama

Megan Collier, figlia problematica del superavvocato col dono dell'oratoria Tate Collier e dell'ex dark Bett McCall, viene rapita da Aaron Matthews che, impersonando il suo psicoterapeuta, dopo averle fatto tirar fuori tutta la sua rabbia verso i propri svogliatissimi genitori, la addormenta e la conduce ad un vecchio manicomio simulando una fuga da parte della ragazza come copertura, per poi ucciderla in un secondo tempo con più calma, vendicandosi così nei confronti di Tate Collier che fece condannare al carcere a vita suo figlio, Peter Matthews, successivamente torturato e ucciso brutalmente in carcere.


I personaggi

PERSONAGGI PRINCIPALI
Come ho detto poco fa i personaggi portanti della storia sono tre, ma sarebbe stato più corretto dire 3 attivi ed uno, per quanto morto, passivamente presente: infatti se da un lato abbiamo la protagonista-cardine Megan che spinge Tate (insieme a Bett) ad indagare sulla sua scomparsa, non credendo alla storia della fuga da casa, Aaron Matthews è da sempre ossessionato dal figlio Peter, anch'esso problematico - seppur in modo diverso rispetto a Megan -, ed appresa la sua morte, in preda al dolore, inizia a covare vendetta nei confronti dell'avvocato, spendendo mesi a pedinare lui, la figlia e l'ex moglie.

PERSONAGGI SECONDARI
Per quanto madre della figlia inadeguata, l'ex dark nevrotica Bett McCall è senza dubbio un personaggio di secondo piano, nonostante smuova Tate a indagare attivamente non credendo dal principio alla storia della fuga da casa, Bett non ne è veramente interessata, tant'è che cade sotto l'influsso di Aaron, il quale fa venire a galla il suo disinteresse, come se non bastasse nell'episodio Aaron finisce per avvinghiarsi alla donna e proprio sul più bello Brad, compagno di Baltimora della donna, irrompe nella stanza per poi scapparsene indignato - indubbiamente il personaggio più inutile della storia, praticamente per nulla caratterizzato e utile solo per questo cliché. Dopo aver seguito a lungo la sorella gemella malata Susan, Bett finisce per avere una storia clandestina con suo marito Harris, vero padre naturale della ragazza.

Tra i personaggi secondari della vicenda figurano inoltre Konnie, commissario di polizia ex-alcoolista divorziato amico di Tate che apre il caso di rapimento a seguito delle indagini di Bett e Tate, il professore pedofilo Eckard, testimone oculare del pedinamento di Aaron ai danni di Megan, il dottor Hanson, vero terapeuta dell'adolescente, ed infine Amy Walker, figlia di una madre ingenua ed iperprotettiva ed amica di Megan, dalla quale era rimasto uno zaino contenente un diario su cui probabilmente erano riportati dati relativi al misterioso pedinatore che la perseguitava da settimane. Ciascuno dei potenziali testimoni o aiutanti viene, volta per volta messo nel sacco dal dono dell'oratoria manipolatorio dello psichiatra sociopatico ed Amy, alla fine, viene perfino uccisa per far incolpare Tate della sua morte, il quale viene arrestato e successivamente tirato fuori dai guai da Bett, di ritorno sui suoi passi dopo esser corsa dietro a Brad.

VERAMENTE UN ABILE INTRECCIO. Mentre Megan dovrà fare i conti con i suoi fantasmi del passato, il suo alterego Megan la Svitata (abbreviata M.S.) ed il rapimento, il "padre" Tate si metterà alla sua ricerca sempre con maggior impegno, il contatto con la sua ex moglie lo spingerà a riconsiderare le scelte fatte nel suo passato, specialmente per quanto riguarda il suo matrimonio con Bett, infine abbiamo un antagonista padrone della situazione, nonostante diversi imprevisti, almeno finché Megan non gli ficca un pugnale di vetro nel fianco, facendo vacillare le sue certezze, cosa che permette a Tate di trovare un varco nei suoi discorsi usando il suo dono della retorica a proprio vantaggio, confondendo Aaron e permettendo a Megan di aggirarlo e dargli il colpo di grazia. 
Decisamente un romanzo dal ritmo incalzante e ricco di colpi di scena, e, per quel che mi riguarda, una scelta fortunata con cui cominciare a leggere le opere di Deaver. E a voi, è piaciuto? Lasciate un commento qui sotto e, se vi va, condividete!
Noi ci rivediamo Domenica prossima con un nuovo post, fino ad allora buona lettura a tutti dal vostro Lettore Folle!!


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domenica 21 gennaio 2018

UN FUMETTO AL GIORNO LEVA IL MEDICO DI TORNO: CAPUT MUNDI - I MOSTRI DI ROMA

L'AVVENTURA CONTINUA
Oh ben ritrovate e ben ritrovati, care amiche e cari amici del vostro lettore folle. Come va? Passato una buona settimana? Io circa sì, nuove collaborazioni sul blog principale daranno nuova linfa alla mia produttività, anche se devo dire che, tra un impegno e l'altro, quella appena trascorsa lo è stata indubbiamente meno del dovuto ed a distrarre il vostro carissimo dalla scrittura di news e simili è stato proprio il 5° capitolo della miniserie di 6 volumi di cui andrò a parlare oggi. Perché parlarne ora che siamo a un passo dalla fine e non a ciclo concluso? Molto semplice: perché così se non la conoscete avete tempo di andarvi a cercare i numeri precedenti in vista del final showdown e, se invece non vi è nuova, potete sempre dirmi che ne pensate nei commenti!
Devo dire che questa serie m'ha preso così tanto da portarmi persino a fare il broncio - quasi, sigh! - quando dal mio edicolante di fiducia il 4° volume non era arrivato puntuale in edicola rispettando la data di uscita riportata sul 3°. Ho dovuto aspettare ben 7 giorni extra che per molti possono sembrare un'inezia - dopotutto avrei potuto prenderlo online se proprio non vedevo l'ora -, ma per chi capisce i rapporti col proprio edicolante di fiducia, l'attesa del nuovo numero di una serie che si segue assiduamente può diventare un'agonia quando eccessivamente protratta, cosa che al vostro carissimo capita ben di rado.
Ma ora bando alle ciance, si comincia!



Caput Mundi - La città dei Mostri. Ammetto che questo paragrafo avrei preferito intitolarlo Caput Mundi: Evviva i Mostri, visto i contenuti di questa miniserie, ma penso che  l'originale sia già sufficientemente pomposo.
Nata da un'idea di Roberto Recchioni, meglio noto come attuale curatore della serie regolare ben più famoso Indagatore dell'incubo, Caput Mundi è una miniserie urban fantasy che ha debuttato lo scorso 21 Settembre 2017 su Editoriale Cosmo con un numero bomba (a mano?) di cui il buon R.R. figura tra nel comparto tecnico dello staff al soggetto ed alla revisione testi del volumetto e che ha accompagnato la serie fino al numero 3 della saga pubblicato due mesi più tardi, L'Uomo Che Non C'era, lasciando la mano dei due successivi Il Lago che Combatte e Prima dell'Alba (volume che il vostro carissimo ha letteralmente divorato) cui soggetto è stato affidato al comunque più che capace Dario Sicchio, accompagnato, rispettivamente, da Roberto Cirincione e Giovanni Masi.
In un perfetto equilibrio di testi e riquadri muti (che abbondano dal secondo volume fino al quarto) comunque estremamente espressivi, Caput Mundi racconta di una Roma la cui criminalità è composta per lo più da mostri che si mimetizzano tra agli umani, il più terribile dei quali intento a manovrare le fila della vicenda ha la più perfetta, insospettabile e innocente copertura possibile, in grado di permettergli di manovrare a piacimento persino le forze dell'ordine, ignare di servire il volere di un vero e proprio burattinaio.


PERSONAGGI PRINCIPALI

L'altra volta ho preferito distinguere tra buoni e cattivi, a 'sto giro, visto che sono praticamente tutti cattivi ma gradi differenti, ho deciso di distinguerli in modo un tantino differente...

I LUPI MANNARI
Nero, l'Inglese e Bimbo, rispettivamente il "buono" capobranco, l'amico bonario e il giovane da svezzare che, verso la fine del primo volume per salvare il culo a Nero finisce per allearsi con la Mummia, da cui poi si farà corrompere, facendo un brusco level up e passando da criminale di quartiere a vero e proprio sicario/scagnozzo, nel quarto volume tornerà alla carica, supportato da umani al servizio della Mummia, per recuperare una cosa a quest'ultimo molto cara. Nero, dal canto suo, sciolto il suo branco, finirà latitante...

LA MOGLIE DI FRANKENSTEIN
 finché non verrà scovato da una neo-moglie di Frankenstein bella di fuori e brutta di dentro alla dr. Jekyll e Mr. Hyde di nome Eva in cerca di vendetta nei confronti dei responsabili di un incendio doloso che le è costato incredibili sofferenze e sulla cui sorte un medico ha "giocato col suo corpo" donandole sì un nuovo e bellissimo aspetto, ma anche una forza ed un'agilità sovrumane, oltre ad una certa resistenza al dolore, in grado di competere con quelle dei mostri Nostri. Nonostante voglia il sangue di Nero in quanto responsabile materiale dell'incendio, tra gli altri, finisce per unire le forze con quest'ultimo per fare il culo al mandante, poiché nemico comune, rinviando il regolamento dei conti a data da destinarsi.

I VAMPIRI
Seguace #1 al servizio della Mummia è il vampiro Pietro Battaglia - già protagonista di un'altra collana edita sempre da Cosmo - che visto il proprio atteggiamento da alpha monster, si dimostra tutt'altro che felice di servire la mummia, tant'è vero che finirà per tradirlo, commissionando il furto di un hard disk contenente informazioni riservate della mummia ad un celebre ladro, tuttavia visto che la sua commissione non è esattamente tra le più gentili, il ladro finirà per tirargli un tiro mancino andando a nascondere la refurtiva al Lago ed obbligando Battaglia a uscire allo scoperto. Nel tentativo di recuperare il prezioso hard disk viene inviato al lago anche il Tedesco, vecchia conoscenza di Battaglia rinvenuto dallo staff della Mummia.

GLI UMANI
Più importante dei quali senza dubbio L'Uomo Invisibile, ladro così bravo da meritarsi tale appellativo, a cui verrà commissionato il furto del suddetto HD che verrà poi consegnato al Lago come garanzia. Sfortunatamente per lui Nero ed Eva lo rintracciano e lo invitano gentilmente ad accompagnarli a recuperare l'HD, visto che il Lago è un suo vecchio amico.
Tra gli umani fanno  vale anche la pena menzionare il Nano, il quale gestisce il racket delle armi a Roma e che verrà fatto fuori dal Mastino, personaggio minore al servizio di Bimbo con l'ordine di portare l'artiglieria in vista dello scontro con il Lago.

IL MOSTRO DELLA PALUDE
Ossia la Coscienza di Roma, anche chiamato semplicemente il Lago, personaggio enigmatico con una forza sovrumana ed un fattore rigenerante niente male, che custodisce segreti in casseforti posate sul fondo del lago artificiale nel cuore della capitale, giudicando innocenti o colpevoli coloro che vanno a chiederne servigi ed, eventualmente affibbiando la giusta punizione in caso di sentenza negativa. Un osso così duro da mettere in difficoltà persino Battaglia.

LA MUMMIA
Il burattinaio, il cattivo dei cattivi. Sua eminenza la Mummia. Il suo potere è tale da incutere timore persino in Battaglia che si vede costretto ad agire nell'ombra per mettergli i bastoni tra le ruote. Nonostante la sua presenza tra i riquadri sia ben minima, i suoi tentacoli si muovono invisibili tra gli eventi delle tavole, ricordando il timore reverenziale generato dal Dracula di Stoker nonostante la sua assenza fisica dalla scena. Verso la fine del quinto volume troviamo la Mummia intenta a concedersi un bagno (di sangue?) prima dell'arrivo di Nero, Eva, Battaglia e dell'Uomo Invisibile, completamente ignari di cascare come pesci nella sua rete. Il volto della Mummia ricorda senza dubbio il Karloff del celebre film del '32 nelle vesti di Imhotep.

Trama convincente, veloce e non eccessivamente arzigogolata; personaggi interessanti, tutti pressoché ben caratterizzati e vari. Per quel che mi riguarda, io non vedo l'ora che arrivi il 15 febbraio per correre in edicola a prendere l'ultimo capitolo della saga. Come andrà a finire? Sinceramente spero in un approfondimento più concreto per quanto riguarda il background della Mummia, per quanto funzioni già benissimo così e la copertina in coda al 5 di 6 fa ben sperare in tal senso, tuttavia lo scopriremo solo leggendo! E a voi, è piaciuto? Lasciate un commento e, se vi va, condividete!
Noi ci rivediamo Domenica prossima con un nuovo post, fino ad allora BUONA LETTURA A TUTTI!


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SI PUÒ FARE: LA PIAGA EFESTO

RECENSIONI A PIEDE LIBERO Ma salve miei piccoli e piccole amici ed amiche, ben ritrovati in compagnia del vostro beneamato Lettore Folle, d...